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       Blog » Manuela Doriani
...PENSIERINI!
Ieri mi sono concessa un paio di riflessioni profonde prima di arrendermi a qualcosa di ancora più profondo… il sonno!
Pensavo al talento… il talento in generale, il talento di qualcuno, il mio talento… ammesso e non concesso che ne abbia.
Pensavo a quante volte nella vita non sia sufficiente averne molto e a quante invece sia più importante confondere le idee lavorando sulle apparenze, tanto da riuscire a ingannare o quanto meno lasciare un dubbio.
Ho visto un concertino ieri sera , ci tenevo tanto a vederlo. La protagonista mi piace tanto, mi piace la sua storia così come mi piace l’idea che a volte nella vita chi lotta duro ce la faccia. Anche accettando qualche compromesso, ho detto qualche… che male c’è!

Risultato: una voce strepitosa, un’interpretazione talmente unica da risultare travolgente. Una presenza scenica disastrosa e un’immagine ridicola.
Mi è tornato in mente un discorso che mi è stato fatto tanti anni fa, quando appena arrivata a Milano ho firmato il mio primo contratto come deejay per un’importante agenzia di spettacoli.  Arrivavo da Torino e da 3 o 4 anni ero al mixer delle più importanti discoteche della mia città. Mixavo indiscutibilmente bene, non dicevo una parola al microfono neanche sotto tortura e sceglievo sempre qualcosa di molto comodo da indossare per poter “seguire l’onda” senza  dovermi preoccupare di nient’altro. Ero molto fiera di me, delle mie mani e delle magie che riuscivano a creare.
Ebbene, dopo qualche serata e qualche accurato esame di rendimento, qualcuno mi ha detto:
“Brava! Al mixer sei un fenomeno! Se anziché vestirti come uno scugnizzo dei quartieri Spagnoli ti mettessi qualche minigonna, visto che hai la fortuna di essere anche carina, sicuramente ti faremmo lavorare il doppio… vuoi scommettere!?”
Gli ho dato retta più per sfida che per convinzione e, inutile dirlo, il mio calendario pieno di buchi è diventato pieno e basta!
Ho pensato anche al presente ieri sera prima di addormentarmi.
Ho pensato a tutte le ore e ore di registrazione fatte in casa mia senza sbagliare neanche un micro-dettaglio, e a tutti gli errori di distrazione che puntualmente copro arrampicandomi su un’americana quando sono su un palco.
Beh, sai che c’è? Va bene così… aveva ragione quello la! Mi ha insegnato qualcosa di importante che ho metabolizzato e affinato con molto impegno e che oggi mi serve forse più del resto. E io che pensavo fosse un cretino!
l’ultimo dubbio che mi rimane è non poter sapere come sarebbe andata se fossi stata un po’ più bassa, un po’ più grassa, un po’ più brutta, un po’ meno furba, un po’ meno capace e un meno tenace. Ma siccome davvero non c’è modo di saperlo, ho chiuso gli occhi e spento il cervello… e anche per questo ci vuol talento!


 Scritto il 26/2/2009 alle 8:37 | commenti (1)
... BUONA DOMENICA!
Non è una buona domenica… alla faccia di Antonello Venditti, del sole che splende fuori dalle finestre e del sospiro riposato che è uscito dalla mia bocca stirandomi dopo 7 ore filate di sonno profondo.
Non è una buona domenica… che rabbia… non lo è… e basta!
Progettavo un pranzetto, una lampada e magari di portarmi un po’ avanti col lavoro e invece sbatterei la testa al muro.
Alex è caduto con la moto si è fratturato l’omero, è al pronto soccorso che aspetta una tac, un ricovero e un’operazione.
Arrivo!
Cosa ti porto?
Chi viene?
E Nina?
Parto domani… torno domani… dammi gli orari… sento la Terry…
Vedi che non è poi così bello essere single! Questo è quello che mi terrorizza davvero di tutta questa controversa condizione…
va bene svegliarsi da soli, addormentarsi da soli, sposare la causa della promiscuità,  gioire della tua sregolatezza e respirare a pieni polmoni la tua indipendenza . Ma se qualcosa ti blocca, ti blocca davvero, e ti vengono a mancare le uniche forze su cui puoi sempre contare, cioè le tue, diventa tutto tanto complicato, troppo complicato per poterlo liquidare con una banalità!
Ho preparato un caffè e aperto il sito dell’ansa per leggere le notizie del giorno… lo faccio tutti i giorni.
ADDIO DIRETTORE! Non ho letto altro... non ho avuto il coraggio...
Candido Cannavò ci ha lasciati  questa notte… si sapeva… poche speranze in questi giorni d’attesa…
Io ci ho lavorato due anni con Gazzetta, l’ho visto un paio di volte, ho avuto l’onore di stringergli la mano e scambiare quattro chiacchiere amichevoli tra un bicchiere di vino e una fetta di salame.
Era una persona semplice, schietta e diretta come la sua scrittura che per tanti anni ci ha divertito e fatto riflettere dalle pagine della Rosa. Chi sa scrivere e sa cosa scrivere, non ha bisogno di fronzoli, di inutili orpelli. Quelli si usano per riempire i vuoti e lui di vuoti proprio non ne aveva.
A me mancherà tanto Cannavò è nella mia vita dalle pagine del MIO giornale da tanti anni, domani sarà dura e anche dopodomani…
No… non è una buona domenica…


 Scritto il 22/2/2009 alle 13:13 | commenti (0)
... SCARPETTE ROSSE!!


Le desideravo da quando ero piccola: “ ma le brave bambine non portano le scarpe rosse!”

Perché io sembro una brava bambina?!

Raggiunta l’età della ragione… gli ho dato ragione.

Per cui niente scarpe rosse!




Raggiunta l’età dei torti è iniziata anche quella delle torture e le scarpe rosse sono talmente difficili da abbinare che ho pensato bene di risparmiarmene una.

Ma le volevo… ohhhh se le volevo!!!

Poco tempo fa ho riletto un racconto scritto qualche anno fa, uno di quelli che ho tagliato dal mio libro per non finire in galera.

Ruotava tutto attorno ad un paio di scarpette rosse, belle, eleganti e magiche… capaci di trasformare una principessa in una strega… si dice che con quelle scarpette rosse ai piedi impegnandosi un po’ si possa addirittura volare…

Oggi ho comprato un paio di scarpette rosse e adesso che sono una strega imparerò a volare!

Buon week end!



 Scritto il 20/2/2009 alle 15:35 | commenti (0)
... la mia prima "casa"
Tornando a casa, dopo una cenetta tra amiche, pensavo al mio primo blog…
È stato uno dei primi blog on line, in pochi sapevano cosa fosse un blog, io l’ho scoperto grazie ad un articolo letto per caso con relativa intervista a uno dei primi blogger in circolazione sulla rete.
Manueladoriani.splinder.com… non andateci tanto non esiste più da anni!
Ho iniziato a scrivere nel cuore della notte, quando è morto Leo.  Non riuscivo a dormire, continuavo a pensare a quella mattina. Io, lui e Alex, che ci avrebbe lasciati di li a poco… ma ancora non lo sapevo.
Sveglia alle 3.30 e appuntamento alle 4.00 sotto casa di Leo. Alle 5.00 eravamo sul lago di Como, volevamo pescare. Non abbiamo pescato nulla, abbiamo riso, parlato di tutto e ci siamo goduti l’alba raggomitolati nelle nostre giacche a vento.
Poi colazione, un altro giro e ritorno in città, rossi e congelati ma felici e soprattutto AMICI.
Avevo ventanni.
“Sono rimasta solo io di quella giornata”… ho scritto qualche mese dopo.
E’ durato tanti anni e mi ha dato tante soddisfazioni quel blog, mi hanno intervistata un sacco di volte e hanno pubblicato pezzi di miei racconti su un sacco di giornaletti e riviste varie… non era niente di speciale, era solo vita, cuore, pancia.
L’ho chiuso di colpo una mattina, io chiudo tutto di colpo una mattina… lo so è diabolico ma è uno spigolo della mia personalità che non sono mai riuscita a smussare.
La sera avevo scritto un post intitolato “il bivio”, ma la trasmissione di Ruggeri non esisteva ancora. 
Parlavo di scelte professionali. Dovevo prendere una decisione importante e, riflettendo sul fatto che ultimamente le avevo cannate tutte, mi chiedevo utilizzando incomprensibili metafore quale strada avrei dovuto imbroccare per non sbagliare ancora…
Ho schiacciato il tasto “cancel” dopo aver letto la miriade di commenti lasciati durante la notte… commenti superficiali, biechi, incomprensibili e pericolosi, come solo la stupidità sa essere.
Stasera per la prima volta dopo anni ho sentito la mancanza di quel blog… con tutto il rispetto per quello che mi ospita.
Magari un giorno lo riaprirò, magari indossando altri vestiti e inventandomi una nuova identità… infondo il bello della rete è che si può essere chiunque, anche se stessi!
Basta che gli altri non lo sappiano!
Notte notte


 Scritto il 18/2/2009 alle 1:20 | commenti (1)
... CENETTA SPLATTER!
 È una settimana strana, una settimana dove il panorama sarà sempre lo stesso: due cdj… (1000 mk3 fosse possibile!) teste a profusione (se fosse possibile!) e in sottofondo il mio solito loop tum pa tum pa tum…
Scrivo dalla consolle, anche perché molte altre alternative al momento non ne ho. Un cd mixato da due animali (di cui so anche i nomi, ma non li scrivo unicamente per paura di possibile querele) giusto per tirar mezzanotte e poi si comincia.
Diario di una deejay in trouble with herself…
Sono uscita dalla radio alle 9.30 e sono andata nella mia trattoria/hotel preferito. Gestione famigliare, marito e moglie sulla settantina e figlio babbione che ne avrà una trentina ma ne dimostra di più… porello!
Ho ordinato un filetto e degli spinaci saltati al burro con un quartino di rosso. Quando sono arrivata c’era una tavolata di muratori bresciani che tra un “pota”e un “fes” coprivano le conversazioni di un signore sulla trentina… che ne dimostra di più… porello!
Evaporati i muratori in sala siamo rimasti io e lui… io che parlavo con la Tata d’amore, di sacrifici, di fallimenti, di fratture e riappacificazioni e lui… LUI  LUI LUI
Lui che per tutta la mia telefonata è rimasto un brusio, ma che col tempismo di un centometrista con l’arrivo del mio manicaretto è diventato il mio incubo peggiore.
Neo papà, di stanza a Gavardo (dove per altro non c’è neppure un ospedale) in attesa che moglie e fagiolino escano (chissà da dove) e trasformino definitivamente la sua vita, in cosa non lo so… purtroppo o PER FORTUNA.
Anzianotti mi appoggia sotto il naso il filetto e papino a voce alta comincia a raccontare di tutto il sangue perso dalla sua dolce metà durante un faticoso e infinito parto…
Arrivano gli spinaci e (cambiato l’interlocutore) ripete la scena splatter del sangue aggiungendo il dettaglio dei punti che hanno rimesso insieme una parte del corpo della poverina che vi lascio immaginare senza scendere nei particolari…
Con i crampi al basso ventre taglio la bistecca cercando di non fare paragoni e lui, non pago, chiama qualcun altro per raccontare nei dettagli la consistenza e le nuance della prima cacchina del primogenito.
Addento, e il racconto si sposta su argomenti più liquidi in grado di innaffiare random qualsiasi cosa si trovi a tiro… facce comprese.
Dopo due bocconi, quando la tele cronaca (laddove per tele si intende telefono) ha raggiunto il punto di non ritorno dei rigurgiti ho scritto un messaggio alla Tata, mi sono alzata sbattendo posate e tovagliolo
Mi sono avvicinata e gli ho detto:
“Se mi lasci finire la bistecca e mi dai una bella pacca sulla schiena giuro che faccio un bel rutto poi ti vomito in faccia e se mi dici “bubusette” mi metto anche a ridere come una pazza… così hai qualcosa di nuovo da raccontare agli amici!!!!”

see you

 Scritto il 17/2/2009 alle 18:21 | commenti (0)
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