E’ una parola che va molto di moda in questo periodo: KARMA. Ti fanno una multa… è il karma! Perdi il treno… è il tuo karma che ha deciso che tu li proprio non ci dovessi arrivare! Conosci uno che ti piace e non ti caga di pezza… non avete lo stesso karma! Scopri che tua moglie ti tradisce … è sicuramente colpa del karma (sutra..) Ti svegli di buon umore… hai un buon karma in questo periodo! Un mio amico si è schiantato in motorino e oltre all’asfalto, per qualche secondo, ha pure visto “ la luce”… beh, sono riusciti a dirgli che è stata tutta colpa del suo karma. Ma, Culture Club a parte (Karma karma karma karma karma chameleon….), cos’è poi sto kazzo di Karma? Mi sono documentata:
Il karma riguarda sia l'attività o agire in sé sia l'insieme delle conseguenze delle azioni compiute da un individuo. Secondo il principio del karma le azioni del corpo, della parola e dello spirito (i pensieri) sono insieme causa e conseguenza di altre azioni: niente è dovuto al caso, ma ogni avvenimento, ogni gesto è legato insieme da una rete di interazioni di causa/effetto
Dunque, se mando a cagare un vigile il mio fidanzato probabilmente manderà a cagare me? Se chiamerò più spesso mia madre, potrò chiedere un aumento di stipendio? Se smetterò di riempire di cartacce la buca della “VECCHIA” le addebiteranno per sbaglio il mio conguaglio AEM del prossimo anno? … beh se è solo per questo si può fare dai! È coi pensieri che è più dura, coi pensieracci intendo! Io coi pensieracci non ce la faccio kazzarlola… o forse dovrei dire karmarola! È più forte di me! Che poi sono così divertenti i pensieracci! Credo che se potessi proiettare su un video tutti i pensieracci che faccio in una giornata il mio cervello sarebbe più seguito del Super Bowl. Ecco perché non ho mai sonno… mi sa che anche il mio karma alla fin fine si diverte un sacco!
Arriva la primavera! No, non ho bevuto… lo so che piove e fa ancora bel frec… Però è marzo ragazzi… e a marzo arriva la primavera! Io la sento la primavera… tutti gli anni da sempre… la sento e mi piace da morire! Mi da l’idea che cambi tutto, che tutto si colori e diventi anche più facile di quel che sembrava… Anto e Mirko, che sono i miei vicini di casa, hanno fatto dei cambiamenti… divani e dispozioni varie, e da questa botta di novità sono avanzati una poltrona, dei cuscini e due tappeti bellissimi. Abbiamo un tacito accordo, noi di via morimondo, non si butta via niente prima di aver chiesto all’altro se può servire. Abbiamo una rete wireless e un terrazzo in comune, non che le chiavi dei rispettivi appartamenti per emergenze. Ah… condividiamo anche lo stesso odio nei confronti della temibile vecchia dell’ultimo loft in fondo a destra, lo stesso menefreghismo nei confronti dei suoi pizzini intimidatori e presto anche la stessa palestra al di la del ponticello… Anyway Oggi mi sono guardata intorno ed ho cambiato tutto… via l’uomo Vitruvio, via il calcetto, via un mobiletto e … ARIAAAAA spazi aperti, tappeti, nuovi angoli e nel week end anche nuovi colori. Ho bisogno di cose nuove, tanto bisogno. Ho bisogno di tempo per sognare e per fare progetti. Ho bisogno di questo viaggio a Barcellona con la Tata perché sento che sarà speciale. Ho bisogno di vedere le cose cambiare… fuori e dentro di meaaa… E adesso ho bisogno anche di un bel bicchiere di vino…
La costruzione di un amore Spezza le vene delle mani Mescola il sangue col sudore Se te ne rimane La costruzione di un amore Non ripaga del dolore È come un altare di sabbia In riva al mare
La costruzione del mio amore Mi piace guardarla salire Come un grattacielo di cento piani O come un girasole Ed io ci metto l'esperienza Come su un albero di Natale Come un regalo ad una sposa Un qualcosa che sta lì e che non fa male
E ad ogni piano c'è un sorriso Per ogni inverno da passare Ad ogni piano un paradiso Da consumare Dietro una porta un po' d'amore Per quando non ci sarà tempo di fare l'amore Per quando farai portare via La mia sola fotografia
Ma intanto guardo questo amore Che si fa più vicino al cielo Come se dietro l'orizzonte Ci fosse ancora cielo Son io, son qui e mi meraviglia Tanto da mordermi le braccia Ma no! son proprio io Lo specchio ha la mia faccia
Ieri mi sono concessa un paio di riflessioni profonde prima di arrendermi a qualcosa di ancora più profondo… il sonno! Pensavo al talento… il talento in generale, il talento di qualcuno, il mio talento… ammesso e non concesso che ne abbia. Pensavo a quante volte nella vita non sia sufficiente averne molto e a quante invece sia più importante confondere le idee lavorando sulle apparenze, tanto da riuscire a ingannare o quanto meno lasciare un dubbio. Ho visto un concertino ieri sera , ci tenevo tanto a vederlo. La protagonista mi piace tanto, mi piace la sua storia così come mi piace l’idea che a volte nella vita chi lotta duro ce la faccia. Anche accettando qualche compromesso, ho detto qualche… che male c’è!
Risultato: una voce strepitosa, un’interpretazione talmente unica da risultare travolgente. Una presenza scenica disastrosa e un’immagine ridicola. Mi è tornato in mente un discorso che mi è stato fatto tanti anni fa, quando appena arrivata a Milano ho firmato il mio primo contratto come deejay per un’importante agenzia di spettacoli. Arrivavo da Torino e da 3 o 4 anni ero al mixer delle più importanti discoteche della mia città. Mixavo indiscutibilmente bene, non dicevo una parola al microfono neanche sotto tortura e sceglievo sempre qualcosa di molto comodo da indossare per poter “seguire l’onda” senza dovermi preoccupare di nient’altro. Ero molto fiera di me, delle mie mani e delle magie che riuscivano a creare. Ebbene, dopo qualche serata e qualche accurato esame di rendimento, qualcuno mi ha detto: “Brava! Al mixer sei un fenomeno! Se anziché vestirti come uno scugnizzo dei quartieri Spagnoli ti mettessi qualche minigonna, visto che hai la fortuna di essere anche carina, sicuramente ti faremmo lavorare il doppio… vuoi scommettere!?” Gli ho dato retta più per sfida che per convinzione e, inutile dirlo, il mio calendario pieno di buchi è diventato pieno e basta! Ho pensato anche al presente ieri sera prima di addormentarmi. Ho pensato a tutte le ore e ore di registrazione fatte in casa mia senza sbagliare neanche un micro-dettaglio, e a tutti gli errori di distrazione che puntualmente copro arrampicandomi su un’americana quando sono su un palco. Beh, sai che c’è? Va bene così… aveva ragione quello la! Mi ha insegnato qualcosa di importante che ho metabolizzato e affinato con molto impegno e che oggi mi serve forse più del resto. E io che pensavo fosse un cretino! l’ultimo dubbio che mi rimane è non poter sapere come sarebbe andata se fossi stata un po’ più bassa, un po’ più grassa, un po’ più brutta, un po’ meno furba, un po’ meno capace e un meno tenace. Ma siccome davvero non c’è modo di saperlo, ho chiuso gli occhi e spento il cervello… e anche per questo ci vuol talento!
Non è una buona domenica… alla faccia di Antonello Venditti, del sole che splende fuori dalle finestre e del sospiro riposato che è uscito dalla mia bocca stirandomi dopo 7 ore filate di sonno profondo. Non è una buona domenica… che rabbia… non lo è… e basta! Progettavo un pranzetto, una lampada e magari di portarmi un po’ avanti col lavoro e invece sbatterei la testa al muro. Alex è caduto con la moto si è fratturato l’omero, è al pronto soccorso che aspetta una tac, un ricovero e un’operazione. Arrivo! Cosa ti porto? Chi viene? E Nina? Parto domani… torno domani… dammi gli orari… sento la Terry… Vedi che non è poi così bello essere single! Questo è quello che mi terrorizza davvero di tutta questa controversa condizione… va bene svegliarsi da soli, addormentarsi da soli, sposare la causa della promiscuità, gioire della tua sregolatezza e respirare a pieni polmoni la tua indipendenza . Ma se qualcosa ti blocca, ti blocca davvero, e ti vengono a mancare le uniche forze su cui puoi sempre contare, cioè le tue, diventa tutto tanto complicato, troppo complicato per poterlo liquidare con una banalità! Ho preparato un caffè e aperto il sito dell’ansa per leggere le notizie del giorno… lo faccio tutti i giorni. ADDIO DIRETTORE! Non ho letto altro... non ho avuto il coraggio... Candido Cannavò ci ha lasciati questa notte… si sapeva… poche speranze in questi giorni d’attesa… Io ci ho lavorato due anni con Gazzetta, l’ho visto un paio di volte, ho avuto l’onore di stringergli la mano e scambiare quattro chiacchiere amichevoli tra un bicchiere di vino e una fetta di salame. Era una persona semplice, schietta e diretta come la sua scrittura che per tanti anni ci ha divertito e fatto riflettere dalle pagine della Rosa. Chi sa scrivere e sa cosa scrivere, non ha bisogno di fronzoli, di inutili orpelli. Quelli si usano per riempire i vuoti e lui di vuoti proprio non ne aveva. A me mancherà tanto Cannavò è nella mia vita dalle pagine del MIO giornale da tanti anni, domani sarà dura e anche dopodomani… No… non è una buona domenica…