... I MIEI AMICI!!!! La Tata
Sabato sera Rha bar, un famoso locale di Milano dove suono, parliamo però di 5 o 6 anni fa. Si avvicina alla consolle con la sua faccia simpatica… anche un po’ da culo direi… e mi dice: “Mi fai un autografo? “Un autografo???!!!!! “ rispondo sbalordita “ ma mi stai prendendo per il culo?!” Se mi prendesse in giro o no non l’ho mai saputo ma a pelle l’ho adorata subito e con il tempo, poco a dire il vero, me ne sono innamorata. Si, perché l’amicizia E’ Amore, anzi, spesso è più dell’Amore… me l’ha insegnato lei! La Tata, che poi si chiama Silvia, è un concentrato di energia incontenibile. E’ più giovane di me (e di parecchio) ma sono più le volte in cui è lei a farmi riflettere sulla mia immaturità che non viceversa. Invidio la sua determinazione, il suo sorriso che non si spegne mai, la sua limpida sincerità, la sua pazienza, la sua ingenuità, la sua bontà e quella straordinaria capacità di affrontare tutto a testa alta col coraggio di un gladiatore. La Tata è “il capitano”, in campo e nella vita. È un cuore raro la mia Tata e le sue meravigliose ed eterne amiche ne sono la dimostrazione. Marzia, Simo, Sara, Giovi… grazie a lei ci vogliamo bene anche tra di noi. Prese singolarmente non ci azzecchiamo niente, ma prova a metterci tutte insieme una domenica a pranzo e sembriamo le Ya Ya Sister.
Con lei è tutto alla luce del sole, sempre! E’ l’amica con cui non c’è mai bisogno di fingere. Con lei ho pianto e riso tanto, mi sono lasciata andare fino a tornare bambina, adolescente e mamma… qualche volta. Abbiamo fatto insieme vacanze bellissime in posti meravigliosi e pure in pure in posti di merda… ma chissenefrega se ci sei te! Abbiamo “licenziato brigate”, guardato film in pigiama, corso in due su rutto (il suo motorino), parlato per nottate intere, vinto e perso scommesse e fatto programmi in radio. Ci siamo scambiate vestiti e regalate cose (cose nostre non comprate), abbiamo fatto milioni di foto e condiviso un bel po’ di segreti. Ci chiamiamo Moglie e Moglie, siamo pure memorizzate così sui rispettivi telefonini e come una vera coppia ci diciamo “ti amo” e ci manchiamo da morire quando gli impegni ci tengono distanti per giorni, anche se sappiamo SEMPRE di esserci l’una per l’altra. E’ difficile “raccontare” una persona a cui vuoi così bene, ti sembra sempre troppo poco… ma il bello è che quel “di più” che si aggiunge ogni giorno, noi ce lo diciamo… per cui siamo sempre aggiornate come due perfetti Mac Book… la nostra passione!
Mi sono addormentata con un sorriso stanotte, ripensavo alla mia vita, agli ultimi anni, a quello che mi è successo e a come l’ho superato. Un pensiero mi ha fatto sentire felice e straordinariamente fortunata: I MIEI AMICI. Senza di loro non ce l’avrei mai fatta…. Ve li vorrei presentare, non sono tanti ma sono davvero speciali. Tutti diversi e tutti meravigliosi, partirei dal TERRINO. Ho conosciuto Terry circa cinque o sei anni fa, lei faceva la centralinista in “una” radio e io la speaker di “quella” radio. Non ci cagavamo molto. “Ciao!” “Ciao!” e poco altro. Non mi era ne simpatica ne antipatica. A pelle l’ho sempre collocata tra i “buoni” ma non ho mai sentito il bisogno di verificare se lo fosse realmente. Per qualche settimana scompare dai corridoi, accompagnata da uno tsunami di battute velenose e cattiverie di ogni genere… io pensavo fosse in vacanza! Poco prima del suo ritorno una notizia ufficiale, comunicata via circolare interna… si, era una radio ma sembrava di lavorare alla Breda! Ma non quella che tutti si aspettavano. Una notizia che ha l’effetto di un fulmine che squarcia il cielo e che scatena un inferno di polemiche, malumori e bellicose coalizioni anti-terrino: Terry è guarita (ma era davvero malata?) e da domani torna in radio ma non più al centralino… IN REGIA. Che scandalo! Che bestemmia! Che sacrilegio! Lavorare come tecnico dietro un mixer è sempre stato il suo sogno e con invidiabile coraggio ha chiesto di poterlo realizzare, di poterci provare. E come per magia qualcuno (in un unico e irripetibile momento di umanità) le ha concesso una possibilità, la possibilità. Tutti sputavano merda, critiche e crudeltà di ogni genere. Tutti attenti a non farsi sfuggire neppure un errore, a condannare una qualsiasi indecisione e a segnalare anche una piccola distrazione “a chi di dovere”. Lei teneva duro, imparava velocemente e lavorava sodo per metterla in quel posto a todo el mundo! Io li ho vissuti con lei quei mesi. Per la serie: mettiamola con la Doriani che è la più esperta e in caso di danno salva la situazione. L’ho sempre stimata molto per il suo coraggio, l’ho difesa come potevo quando potevo ed ho sempre cercato di aiutarla. Le persone coraggiose meritano stima e comprensione, ce ne sono cosi poche! Ricordo anche di averla trattata male in qualche occasione, di aver perso la pazienza e di averla volutamente messa in difficoltà. Le ho chiesto scusa allora e anche dopo, poco tempo fa, quando trovandomi davanti ad una regia ho capito finalmente quanto fosse complicato e faticoso quello che stava cercando di fare al meglio. La nostra amicizia di oggi è uno degli scherzi più strani e imprevedibili che la vita potesse farci. Quando le nostre vite professionali si sono separate, non ci siamo più viste ne sentite per mesi… perse, distanti, estranee. Eppure, non so spiegare come sia successo, ma in ogni momento difficile, in ogni grande dolore, in ogni grande prova da superare dell’ultimo periodo, il destino ha voluto che me la ritrovassi accanto… lei e la mia famiglia, lei e le mie migliori amiche di sempre, le uniche che vuoi quando tocchi davvero il fondo. E vabbè, inutile chiedersi perché… le cose succedono perché devono succedere e quando sono così belle bisogna prenderle e basta senza farsi domande. Oggi Terry è LA MIA AMICA, la deejay con cui suono e mi diverto, la mia quasi coinquilina (ha lo spazzolino nel bicchierino del mio bagno… è ho detto tutto), la compagna con cui ascolto e condivido musica, quella a cui tengo il cane, con cui progetto il natale e con cui passerò il capodanno… e poi un sacco di altre cose che le ho detto e le dirò! … continua…
Caro Babbo Natale, innanzi tutto, cancella dalla lista il telefonino che ti ho chiesto ieri… me lo sono comprato! Si lo so che sono una fanatica, me l’hanno già detto in tre solo per oggi… smanetto con l’Ipod, smanetto col Mac Book, smanetto con la consolle, con Ableton, col navigatore che mi ha regalato la Tata, ho messo in wireless tutto il pianerottolo e faccio online pure la spesa… e sti kazzi… ooops, scusa! Perdono, perdono, perdonooo! Nella lettera a Babbo Natale proprio non si può!! Che ci posso fare Babby, più la tecnologia mi si rivolta contro e più mi affascina… forse dovevo nascere uomo, così a tutti sarebbe sembrato naturale, nessuno mi avrebbe rotto i maroni e magari sarei stata anche un po’ più “predisposta”… vabbè, ormai è andata! Anyway, ci ho pensato alle cose “romantiche”, “profonde”, “cerebrali” da chiederti. Ci ho pensato in autostrada tornando nella notte, ci ho pensato mentre bevevo Falanghina e mangiavo il cestino di pecorino con gnocchetti ai broccoli e ci ho pensato pure nel bagno caldo con la palla effervescente “nanne serene” di Lush… Sai qual è la verità Babbo Natale, anzi, Caro Babbo Natale? Che non so proprio cosa chiederti. Magari sarò superficiale… o magari solo un po’ diffidente! E’ che l’anno scorso quando ti ho scritto ero su questo stesso divano con la testolina dell’amore della mia vita appoggiata sulle ginocchia. La accarezzavo e ti scrivevo di darmi ancora un Natale con lei… non tanti di più… sapevo che sarebbe stato un sogno irrealizzabile. Me ne sarebbe bastato solo uno, uno ancora. E tu, o chi per te, me l’avete portata via… Dunque, cosa ti devo chiedere adesso? Un uomo che mi ami? Cosi magari me ne arriva un altro come l’ultimo! Delle altre amiche? Così magari mi piombano nella vita delle altre “sorelle” che poi ci metto 10 anni sbattere fuori! Cosa ti chiedo Babby? Una famiglia? Magari un bambino? Per carità così mi ritrovo zitella in punto di morte! E faccio finta di non ricordarmi che ho un’anziana mammina che vive a 120 chilometri di distanza… ecco, dimenticala pure tu va! Senti Babbo Natale, facciamo così, tu pensa a quel lavoro che ti dicevo ieri (a proposito, l’oroscopo dice che se ti impegni je la fai), alla borsa di Gucci, al divano o al Mac Book Pro che ha preso il posto del telefonino. Al resto penso io, magari peggiorando, magari migliorando, magari cambiando qualcosina… ma SEMPRE amandoMI così tanto!! Feliz navidad! firmato: la speranzosa e fiduciosa brava bambina... di ieri.
Caro Babbo Natale, ti scrivo la mia annuale letterina anche se sono ancora un po’ inkazzata con te per quella dell’anno scorso. Non avevo chiesto tante cose, infatti me le ricordo benissimo, ma nonostante questo non hai esaudito neanche uno dei miei desideri… ma che t’ho fatto oh?! Ci ho pensato un sacco durante questo schifosissimo anno che per fortuna sta finendo ed ho addirittura cercato di trovarti delle giustificazioni… “Sarò stata egoista” ho pensato. No!!! Non lo sono stata per niente kazzarola! Va beh, quel che è stato è stato scordammoce o passato e vediamo quest’anno come te la cavi! Dunque, partiamo dalle cose squisitamente materiali: 1) un telefonino nuovo… mi piacerebbe tanto IPHONE ma siccome tutti dicono che non funziona poi così bene, diciamo che un NOKIA decente andrà più che bene 2) la nuova Gucci col manico in osso che mi rimiro tutte le volte che vado in centro (poche per fortuna! ) nera o marrone l’è istess, tanto una è bucata e l’altra ha un anno e sembra un vintage. 3) Quel divano rosso pazzesco che ho visto qualche settimana fa è che di listino raggruppa 3 dei miei stipendi mensili… ecco, se proprio è un casino trasportarlo e se non hai tempo per andare da Gucci e alla Nokia di Via Marghera, diciamo che potresti aumentare (diciamo raddoppiare?) il mio reddito annuale così mi compro io tutte ste cose e per te zero sbattimenti… quante ne so eh!? Dici che se po' fa? Che poi mica mi devono cascare dal cielo sti aumenti, ai miracoli ho smesso di credere da un bel po' caro mio! Facciamo che mi dai una mano a ritrovare il lavoro dei miei sogni ( te lo ricordi qual'è no?) e teniamo tutto il resto cosi com'è. Così risolviamo tutti i problemi, Gucci, Nokia, Divano e tempo libero per le paranoie... taaaac! Va beh fa te che sai! … poi che altro? Boh, basta direi. Si, ci sarebbero altre cosette, ma diciamo che so già che arriveranno, in un modo o nell’altro. Per le altre cose, quelle un po’ più romantiche, mi sa che ho bisogno di un po’ più di calma e di concentrazione… son delicate eh, mica si può scherzare! Facciamo che ci dormo su e ti scrivo domani…
Firmato: una speranzosa e fiduciosa brava bambina!!
Domenica di nulla con pigiama, calzettoni di lana e mollettone. Domenica di pochi pensieri e di poche energie spese tra il divano e la scrivania, tra un nescafè e un bicchiere di vino. Sono tornata alle sei del mattino sfigurata dalla stanchezza e dalla tensione, ma non sono riuscita a dormire fino alle 8 quando finalmente il divano mi ha fagocitato con in sottofondo il respiro di Debby dal soppalco. Bello saperla dentro casa, avrei voluto più tempo per parlare, magiare, ridere e beffarci del resto del mondo come solo noi sappiamo fare e invece solo un caffè veloce stamattina e qualche pasticcino al volo prima del suo aereo in prima serata. Ma va bene, Natale è vicino e tornerà. Sullo sfondo ci sarà la Mole Antonelliana… se me la sento… ancora non lo so. Il mio frigo sembra il deserto del Sahara, è patetico da quanto è vuoto… anzi, è patetico perché non è vuoto, contiene solo i classici simboli di una vita da single, disordinata e frenetica. Due vasetti pieni di salsa di soia abbandonati da almeno 15 giorni, un formaggio grattugiato andato a male e uno nuovo di pacca, del burro, mezzo tubetto di maionese dietetica e del brodo granulare per le mie adorate minestrine… che disastro! Ho un po’ di alternative per questa serata di libertà ma non mi va nulla, ne aperitivi, ne cene, ne cinema, ne feste di compleanno che avevo dimenticato. Ho provato a guardare la mia Juve combattere con il Milan ma soffro troppo e stasera non ho davvero la forza per sopportare dell’altra tensione, per cui un sushi e una birretta nel mio ristorantino preferito, due episodi nuovi dell’NCIS e se je la faccio anche qualche film e, colpo di scena inaspettato: UN PANETTONE da divorare sbocconandolo con le mani… quanto mi piace e quanto mi piace l’idea che non ci sia più nessuno a farmi notare che NON SI FA!! Sono un po’ malinconica stasera, forse avrei bisogno di dormire, forse di capire o forse solo di un altro viaggio… FORZA JUVE