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... SCARPETTE ROSSE!!


Le desideravo da quando ero piccola: “ ma le brave bambine non portano le scarpe rosse!”

Perché io sembro una brava bambina?!

Raggiunta l’età della ragione… gli ho dato ragione.

Per cui niente scarpe rosse!




Raggiunta l’età dei torti è iniziata anche quella delle torture e le scarpe rosse sono talmente difficili da abbinare che ho pensato bene di risparmiarmene una.

Ma le volevo… ohhhh se le volevo!!!

Poco tempo fa ho riletto un racconto scritto qualche anno fa, uno di quelli che ho tagliato dal mio libro per non finire in galera.

Ruotava tutto attorno ad un paio di scarpette rosse, belle, eleganti e magiche… capaci di trasformare una principessa in una strega… si dice che con quelle scarpette rosse ai piedi impegnandosi un po’ si possa addirittura volare…

Oggi ho comprato un paio di scarpette rosse e adesso che sono una strega imparerò a volare!

Buon week end!



 Scritto il 20/2/2009 alle 15:35 | commenti (0)
... la mia prima "casa"
Tornando a casa, dopo una cenetta tra amiche, pensavo al mio primo blog…
È stato uno dei primi blog on line, in pochi sapevano cosa fosse un blog, io l’ho scoperto grazie ad un articolo letto per caso con relativa intervista a uno dei primi blogger in circolazione sulla rete.
Manueladoriani.splinder.com… non andateci tanto non esiste più da anni!
Ho iniziato a scrivere nel cuore della notte, quando è morto Leo.  Non riuscivo a dormire, continuavo a pensare a quella mattina. Io, lui e Alex, che ci avrebbe lasciati di li a poco… ma ancora non lo sapevo.
Sveglia alle 3.30 e appuntamento alle 4.00 sotto casa di Leo. Alle 5.00 eravamo sul lago di Como, volevamo pescare. Non abbiamo pescato nulla, abbiamo riso, parlato di tutto e ci siamo goduti l’alba raggomitolati nelle nostre giacche a vento.
Poi colazione, un altro giro e ritorno in città, rossi e congelati ma felici e soprattutto AMICI.
Avevo ventanni.
“Sono rimasta solo io di quella giornata”… ho scritto qualche mese dopo.
E’ durato tanti anni e mi ha dato tante soddisfazioni quel blog, mi hanno intervistata un sacco di volte e hanno pubblicato pezzi di miei racconti su un sacco di giornaletti e riviste varie… non era niente di speciale, era solo vita, cuore, pancia.
L’ho chiuso di colpo una mattina, io chiudo tutto di colpo una mattina… lo so è diabolico ma è uno spigolo della mia personalità che non sono mai riuscita a smussare.
La sera avevo scritto un post intitolato “il bivio”, ma la trasmissione di Ruggeri non esisteva ancora. 
Parlavo di scelte professionali. Dovevo prendere una decisione importante e, riflettendo sul fatto che ultimamente le avevo cannate tutte, mi chiedevo utilizzando incomprensibili metafore quale strada avrei dovuto imbroccare per non sbagliare ancora…
Ho schiacciato il tasto “cancel” dopo aver letto la miriade di commenti lasciati durante la notte… commenti superficiali, biechi, incomprensibili e pericolosi, come solo la stupidità sa essere.
Stasera per la prima volta dopo anni ho sentito la mancanza di quel blog… con tutto il rispetto per quello che mi ospita.
Magari un giorno lo riaprirò, magari indossando altri vestiti e inventandomi una nuova identità… infondo il bello della rete è che si può essere chiunque, anche se stessi!
Basta che gli altri non lo sappiano!
Notte notte


 Scritto il 18/2/2009 alle 1:20 | commenti (1)
... CENETTA SPLATTER!
 È una settimana strana, una settimana dove il panorama sarà sempre lo stesso: due cdj… (1000 mk3 fosse possibile!) teste a profusione (se fosse possibile!) e in sottofondo il mio solito loop tum pa tum pa tum…
Scrivo dalla consolle, anche perché molte altre alternative al momento non ne ho. Un cd mixato da due animali (di cui so anche i nomi, ma non li scrivo unicamente per paura di possibile querele) giusto per tirar mezzanotte e poi si comincia.
Diario di una deejay in trouble with herself…
Sono uscita dalla radio alle 9.30 e sono andata nella mia trattoria/hotel preferito. Gestione famigliare, marito e moglie sulla settantina e figlio babbione che ne avrà una trentina ma ne dimostra di più… porello!
Ho ordinato un filetto e degli spinaci saltati al burro con un quartino di rosso. Quando sono arrivata c’era una tavolata di muratori bresciani che tra un “pota”e un “fes” coprivano le conversazioni di un signore sulla trentina… che ne dimostra di più… porello!
Evaporati i muratori in sala siamo rimasti io e lui… io che parlavo con la Tata d’amore, di sacrifici, di fallimenti, di fratture e riappacificazioni e lui… LUI  LUI LUI
Lui che per tutta la mia telefonata è rimasto un brusio, ma che col tempismo di un centometrista con l’arrivo del mio manicaretto è diventato il mio incubo peggiore.
Neo papà, di stanza a Gavardo (dove per altro non c’è neppure un ospedale) in attesa che moglie e fagiolino escano (chissà da dove) e trasformino definitivamente la sua vita, in cosa non lo so… purtroppo o PER FORTUNA.
Anzianotti mi appoggia sotto il naso il filetto e papino a voce alta comincia a raccontare di tutto il sangue perso dalla sua dolce metà durante un faticoso e infinito parto…
Arrivano gli spinaci e (cambiato l’interlocutore) ripete la scena splatter del sangue aggiungendo il dettaglio dei punti che hanno rimesso insieme una parte del corpo della poverina che vi lascio immaginare senza scendere nei particolari…
Con i crampi al basso ventre taglio la bistecca cercando di non fare paragoni e lui, non pago, chiama qualcun altro per raccontare nei dettagli la consistenza e le nuance della prima cacchina del primogenito.
Addento, e il racconto si sposta su argomenti più liquidi in grado di innaffiare random qualsiasi cosa si trovi a tiro… facce comprese.
Dopo due bocconi, quando la tele cronaca (laddove per tele si intende telefono) ha raggiunto il punto di non ritorno dei rigurgiti ho scritto un messaggio alla Tata, mi sono alzata sbattendo posate e tovagliolo
Mi sono avvicinata e gli ho detto:
“Se mi lasci finire la bistecca e mi dai una bella pacca sulla schiena giuro che faccio un bel rutto poi ti vomito in faccia e se mi dici “bubusette” mi metto anche a ridere come una pazza… così hai qualcosa di nuovo da raccontare agli amici!!!!”

see you

 Scritto il 17/2/2009 alle 18:21 | commenti (0)
... BLOG
Ho fatto un giro per Blog stamattina.
Grande invenzione i Blog!
Ti permettono di sapere a distanza come stanno le persone a cui vuoi bene quando sono lontane… per chilometri…per scelta… per amore.
Quelli che leggo io parlano tutti di VITA. La vita è una sola, sono gli occhi con cui la si guarda che sono diversi… straordinariamente DIVERSI!
C’è chi si fa domande e pianifica viaggi ad Istambul (cosa aspetti a partire per Dio!?)…
C’è chi invece di scrivere minchiate e rispondere a commenti idioti dovrebbe prendere la più sana delle decisioni: farsi ricoverare in un bel reparto di psichiatria e impiegare tutte queste energie per guarire, magari smettendo una volta per tutte di crogiolarsi con fierezza nei propri fallimenti… tanto ne abbiamo tutti e non averne sarebbe di gran lunga molto peggio!
C’è chi ha abbandonato le riflessioni per gli “stati” di Facebook… son scelte che vanno rispettate!
C’è chi scrive di torte e raduni in montagna. Di Dio e di joggin la mattina presto respirando e nutrendosi delle meraviglie della natura… quanta invidia a volte mi fa Paola! Quanto vorrei avere i suoi occhi. Leggerla mi fa star bene e mi trasmette serenità… e forse anche un po’ di speranza.

E poi ce n’è uno che leggo praticamente tutti i giorni. Lo leggo perché di solito mi fa ridere, mi incanta per la sua genialità e mi stupisce SEMPRE.
Beh, stamattina invece mi ha fatta piangere…
Le parole che ho letto mi sono entrate dentro come pugnali (o forse erano già li), perché so quanto pesano, so quanto costano e so perfettamente cosa significano.
Sono parole che meritano amore e rispetto. Meritano silenzio e tutto lo sforzo possibile per avvicinarsi alla loro unicità e allontanarsi da qualsiasi banalità.





 Scritto il 11/2/2009 alle 11:43 | commenti (0)
... MANU CORRE!
Sono poco presente ultimamente…  mi dispiace un sacco!
A volte la mia mente inizia a scrivere senza una tastiera davanti, senza un foglio e una penna… me li procuro e si blocca, improvvisamente...
Cosa sono tutti sti “ente” oggi ? Che malattia è?
Sto facendo un sacco di cose, anche (e soprattutto) cose che non avrei mai pensato di fare. Mi faccio assorbire da tutto a volte con grande entusiasmo a volte solo per necessità, ho bisogno che il regime di rotazione del mio cervello sia sempre fuori giri, ho bisogno di consumare, di correre all’impazzata, di far salire la pressione il più possibile per poi spegnermi di colpo poco prima di esplodere.
Ho bisogno di non avere tempo, di non capire e di non vedere.
Ho paura di trovare la verità e di cedere alla tentazione di farmi quella domanda… quella che a volte nella vita è proprio meglio non farsi,  non in certi momenti, non prima di aver raccolto qualche frutto…
Quale domanda?
 “Ma tu sei felice?”
… ops… è uscita… eh si che ero brava a Taboo!
E quindi?
… ora non posso, devo registrare un’intervista, sentire i dischi nuovi, cercare delle news per il programma, andare in diretta, partire, viaggiare, passare da Ale, fare un paio di telefonate, mangiare, disfare le valige… e poi mi verrà sonno!
E quindi?
… magari domani eh! Ora non ho proprio tempo!

 Scritto il 10/2/2009 alle 16:3 | commenti (0)
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