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       Blog » Manuela Doriani
...Barcelona I LOVE U (prima parte)
Sveglia al castello alle 6.00 in punto, Vittorio gonfio e assonnato mi prepara amorevolmente il caffe' e mi ritaglia due Voltadvance... pues si a caso!
Si, diciamo che dal punto di vista della salute questo viaggio non inizia proprio con prospettive brillanti. Febbre, raffreddore , tosse e ciclo anticipato di una settimana. Tombola!
Imbrocco buona la prima strada, superstrada, uscite e quant'altro... ormai sono la regina della bergamasca! Parcheggio caciorrina (l'automobilina) e conosco Alexander, il ragazzo che guida la navetta. Ha 37 anni e' Ghanese ( mi sono risparmiata di chiedergli se corre veloce... ma l'ho pensato!) ed e' qui da 6 anni con sua moglie e due bimbi.
Ci siamo simpatici subito: " dove vai di bello?" mi chiede.
" Sono spagnola, torno a casa da mia mamma... mi manca molto " rispondo " vivo in Italia da dieci anni, ho sposato un ragazzo di Milano ma la mia terra mi manca molto"
Perche' ho mentito davvero non lo so, mi e`uscito cos¡, come se fosse qualcun'altro a parlare al posto mio.
Forse, sotto sotto vorrei essere davvero qualcun'altro... magari una persona migliore, magari peggiore o magari solo diversa.
Magari vorrei solo essere piu' giovane per poter ritrovare il coraggio di cambiare o semplicemente meno fortunata per poter dire: "ma si,  ci provo, infondo non ho niente da perdere!"...
boh, si decolla! Anzi no, si dorme!
 
... continua...

 Scritto il 18/11/2008 alle 21:5 | commenti (0)
... " all the times I cried"
Domenica tranquilla sul divano con copertina, tv e l’immancabile mac book aperto sulle gambe…ah dimenticavo i biscottini al cioccolato e qualche bicchiere di succo di pompelmo!
Sono un po’ malaticcia a dire il vero, raffreddore, tosse a mi sa pure un po’ di febbre… giusto per non farsi mancar nulla!
Oggi finalmente ho avuto il tempo per fermarmi un po’ a riflettere, serena e con qualche ora dormita tra le rughette del post week end.
Ho riflettuto sulla surreale sceneggiatura di un real movie che ho vissuto in prima persona nelle ultime settimane. Non so chi l’abbia scritta ma è stato davvero geniale!
Mi viene in mente “sliding doors “ come genere.
Lui e lei si rincontrano dopo anni, per caso. Si piacevano all’ora e si piacciono anche oggi, rispetto a vent’anni fa sono un po’ più diffidenti, un po’ più disincantati e un po’ più sulla difensiva. Ma è normale, è la vita che ti rende così quando la vivi ai 300 all’ora, e loro il pedale del freno non sanno neanche dove sia posizionato.
Si girano intorno, si annusano, si corteggiano (neanche troppo timidamente), poi si prendono per mano e iniziano a correre come pazzi cercando di riordinare i rispettivi disordini.
Ci sono nuovi linguaggi da interpretare… che fatica!
Ci sono chilometri da percorrere… che fatica!
Ci sono codici da rispettare… che paura!
Ci sono diverse sensibilità, vecchie abitudini e nuove disabitudini… che fatica, che paura, che palle!
E cosi senza sapere neanche perché di colpo si lasciano le mani e continuano a correre ognuno per la sua strada. E corri, corri una sera le loro strade si uniscono di nuovo e i due si sbattono contro violentemente dopo una curva a gomito.
Cadono, si rialzano, controllano che non ci sia niente di rotto e si mettono a ridere…
“sei tu che hai lasciato la mia mano! E meno male che mi avevi chiesto di avvisarti se mai avessi voluto farlo! Poi è diventato tutto buio e non ti ho visto più”
“no, sei tu che hai lasciato la mia, hai pensato che la strada fosse troppo stretta e che in due non ci si passasse!? Poi è diventato troppo buio e non ti ho visto più”
Morale: nessuno ha lasciato la mano di nessuno e i due hanno ricominciato la loro corsa  con in tasca una torcia per le rispettive oscurità, con un bagaglio leggero per le strettoie, con la promessa di non riordinare nulla e con due paia di scarpe da jogging nuove di pacca.
… continua…


 Scritto il 16/11/2008 alle 20:0 | commenti (0)
... CORSO DI GUIDA SICURA (ultima parte)
Prova di guida su ghiaccio
Dicono che nelle scuole guida di alcuni paesi (dove nevica sempre e fa un freddo boia) questa è una prova che fanno fare a tutti. Da noi no, purtroppo.
In sostanza le ruote posteriori sono sollevate da un carrellino che tu ti devi portare a spasso per un breve tracciato pieno di curve controllando l’auto controsterzando ed evitando di girare come una trottola su te stessa.

Non è facile devo ammetterlo, bisogna concentrarsi e nel contempo seguire l’istinto. Essere precisi e delicati, qualità che purtroppo credevo di non possedere, ma Alberto a furia di insistere me le ha risvegliate.
Dopo una divertente dimostrazione pratica sull’utilità di un airbag con annesso scoppio che mi ha tronata definitivamente (ero proprio davanti al povero volante distrutto).

Ancora pista, pista e pista… con grande soddisfazione finale per i miglioramenti ottenuti.
“se ti dicessi che guidi bene mentirei, ma posso dirti tranquillamente che rispetto a stamattina sei molto migliorata”. Queste le parole del mio simpaticissimo istruttore Alberto prima di salutarci dopo la consegna di un diplomino dove tutti siamo risultati BRILLANTI.
Sono stanca morta ma molto molto felice di aver vissuto questa esperienza, non credevo mi sarebbe piaciuto così tanto.
E’ cambiato qualcosa nel mio modo di guidare, me ne accorgo ogni giorno anche solo girando per le strade di Milano e credo che alla fine sia questo il risultato di cui de Adamic parlava quando ci ha congedati…
See you


 Scritto il 14/11/2008 alle 14:0 | commenti (1)
... CORSO DI GUIDA SICURA (seconda parte)
Il programma del secondo giorno prevede un’inquietante sveglia automatica alle ore 7.15 ma io che sono avanti, mi sveglio alle 4.20 e cazzeggio con la tv.
Colazione e via verso l’autodromo di VARANO DE MELEGARI. Nella mezzoretta di teoria che precede l’inizio delle nostre “attività dinamiche” mi rendo subito conto che se dovessi rifare l’esame di scuola guida probabilmente non mi ridarebbero la patente manco se pregassi in aramaico.
… sto attenta e cerco di memorizzare il più possibile.
Il primo giro in pista è un vero disastro (parola del mio guru Alberto più tardi soprannominato coccige, grazie ad una lesione permanente che ci accomuna),
Guido nervosamente, freno a scatti, sterzo come se stessi giocando alla playstation e non imbrocco una traiettoria manco se mi gira lui il volante.
Ok sono pronta per la telemetria… un bambino sugli autoscontri avrebbe fatto meglio!
Alberto ormai è la mia vittima predestinata e dopo avermi spiegato con pazienza tutti gli errori fatti, mi fa fare altri due giri e corregge amorevolmente come può errori ormai talmente radicati da sembrare delle vere e proprie tare.
Un angelo veramente! Soprattutto quando inacidita gli rispondo: “ beh stasera ti faccio provare a mettere a tempo due dischi e vediamo se li mixi buona la prima o ti devo ripetere tutto un paio di volte!!!”… sorry sorry sorry…
Dopo la pista una divertentissima simulazione d’urto al posteriore (dell’auto ovviamente) sul bagnato e su una superficie scivolosa (per non farsi mancar nulla). Alla prima testacoda, alla seconda testacoda, alla terza mezzo testacoda… alla quarta la tengo benissimo… e sempre meglio via via che continuo i miei test.

Ci sarei stata tutto il giorno a provare e riprovare…
Non mi è mai successo in vent’anni di patente per fortuna, anche perché se mi fosse successo mi sarei spatasciata sicuramente… se mi succederà ora (incrocio tutto) forse potrò contare su un istinto guidato dall’esperienza.
Prova frenata con ostacolo da evitare…NON NE HO SBAGLIATA UNA!!!
Molti quando frenano e sentono l’abs entrare in funzione (che vibra e fa pure un rumore pazzesco), per istinto mollano il freno e ne annullano l’effetto.
Io per fortuna questo lo sapevo e quando freno può pure mettersi a cantare ININA TORA che non alzo il piede di un millimetro.
Avere la prontezza di scartare, sterzando a destra o sinistra, un birillo però non è così semplice… ci sono riuscita da subito (e me ne vanto) ma se mi fosse successo prima su un’autostrada non so sinceramente come avrei reagito.



 Scritto il 14/11/2008 alle 13:58 | commenti (0)
... CORSO DI GUIDA SICURA (prima parte)
Partenza dalla ridente Gavardo alle 14.30, un paio di tappe ed il gruppo si forma. I miei compagni di viaggio sono praticamente degli sconosciuti, bene, meglio! Facce nuove e realtà nuove da scoprire.
“facce simpatiche!” è stato il mio primo pensiero, osservandoli mentre aspettavo il mio turno per la stretta di mano con relativa presentazione.
Siamo quattro uomini e quattro donne. Veronica, Martina, Simona e io. Gigi, Stefano (e figurati se mancava), Carlo Alberto e Luca.
Professioni ed età diverse ma da questo momento non conta più, reset totale e comincia l’avventura.
Arriviamo a Parma, in una ridente località che si chiama S. Andrea Bagni nel giro di un paio d’ore. Il nostro rifugio per stanotte sarà l’Hotel Salus, proprio vicino alle terme.
Ci guardiamo intorno scambiandoci battute. Non si sente una mosca volare, anche perchè non c’è un’anima nel raggio di chilometri, però ci sono un sacco di alberghi per un paese così piccolo, e questo ci fa pensare che, quello che ci sembra un ameno paesello, in realtà sia un luogo di vacanza assai rinomato… dove e tra chi non si sa, ma abbiamo deciso che è cosi!
Giusto il tempo per prendere possesso della nostra stanza e per una passeggiata con annesso aperitivo e siamo già in sintonia, pronti per iniziare l’avventura.
Chi siamo?
I concorrenti di un reality show? No!
Un gruppo vacanze? Fuochino!
Gli allievi di un corso di guida sicura full immersion? Esatto!
Qualche ora dopo ci ritroviamo tutti nella hall, oltre a noi ci sono almeno altre 20 persone e al momento di sedersi a tavola si mischiano le carte.
Siamo divisi in gruppi da quattro/cinque allievi ( sembriamo le corvè della settimana bianca alle medie), ogni gruppo ha un colore (il mio è quello giallo) e occupa un tavolo prestabilito.
E così, tra un agnolotto, un risotto e un filetto al pepe verde conosciamo e familiarizziamo con quelli che saranno i nostri “piloti/ guru” di domani.

I nostri si chiamano Alberto Anselmi (che ne ha fatte e vinte da farci un libro) e Fabio Mancini (messo molto bene pure lui).
Sono simpatici e gentili, autorevoli e competenti.
Rimango subito colpita per l’amore e la passione con cui parlano di tutto ciò che riguarda il loro lavoro, dalla pazienza con cui rispondono alle nostre domande (anche quelle più sceme) e dall’entusiasmo con cui ci spiegano come sarà la nostra giornata di domani .

Bravi davvero! Tanto che, nonostante mi renda conto immediatamente  che sarà un MASSACRO, mi addormento pensando: “ che figata! Non vedo l’ora!!!”
… e avevo ragione!!!!

…continua


 Scritto il 12/11/2008 alle 19:4 | commenti (1)
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 » Manuela Doriani
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