Ieri qualcuno mi ha fatto notare che non scrivo da un po’…. VERO! Vero anche che da qualche settimana a questa parte sono iniziate le LAMENTIADI 2009 e, se c’è una cosa che mi annoia mortalmente sono quei blog dove la gente si lamenta di tutto. Capisco che condividere le proprie nevrosi e leggere i messaggi di chi sta uguale se non peggio possa dar sollievo. Io, francamente, preferisco altri “sollievi”, una cena con amici, una giornata al lago, una lunga telefonata con la mia sorellina… ad esempio! Cosa vi racconto? Beh che sono volata giù da un palco di un metro e mezzo tanto per iniziare! Ho rischiato di rimanere paralizzata per il resto della mia vita, ma siccome non è successo, guardo il lato positivo e mi beo della mia fortuna sfacciata non dimenticando di ringraziare ogni giorno il mio santo protettore. Saaaan Saaaalvador….tararatta tttta tta ttta tta… Saaan Saaaalvador Grazie a tutto ciò ho scoperto l’osteopatia e nello specifico il mio osteopata Andrea che mi smanazza all over una volta a settimana dandomi una sensazione di pace e di benessere provata poche volte nella vita… conto i giorni che mi separano da ogni appuntamento! Non pensate male eh! Andrea è sposato con prole. Ah ah ah ah come se al giorno d’oggi fosse un ostacolo! Ecco a proposito di mariti, o quasi mariti, venerdì ho incontrato quello che due anni fa doveva diventare mio marito. Un’altra missione portata a termine con successo dal mio santo protettore Saaaan Salvaaador. Io ero in motorino con La Tata e 4 mojitos in corpo (2 per una) un paio di birre medie (una per una), lui a bordo di una nuova e lussuosa auto decapottabile con il solito nulla di eccitante ne dentro ne fuori. “cosa devo fare ?” mi chiede Tata “mi devo fermare?” “ehhhh ormai ci ha viste… cosa facciamo scappiamo? Vorrà dire che lo saluterò, infondo abbiamo vissuto insieme un anno e mezzo! Ahimè!” Si affianca al semaforo, mi guarda come se fossi Hannibal the Cannibal, gli cade la mascella e rimane immobile. “Ciao!” esclamo io nulla….. non mi avrà riconosciuta, ho il casco e gli occhiali da sole… “siamo Silvia e la Manu… hai presente la tua ex?” nulla…. “sei abbronzato!” esclama Silvia trattenendo la risata sguardo terrorizzato… e…. nulla…. “come stai? “ mi informo io non troppo convinta “ bella macchina!” nulla…. Scatta il verde “va beh , ciao eh!” nulla… e rimane immobile devo ricordarmi di ripassare per vedere se è ancora li!
E così Anto e Mirko, i miei adorati e adorabili vicini, se ne vanno… da fine settembre cambiano casa e completano il quadro di una nuova vita che gli sta portando tutte le soddisfazioni che si meritano… che dire? Che tristezza! Cioè no, non è vero… in realtà sono felice per loro, lo sono davvero tanto. Come quando Debby mi ha detto che sarebbe andata a vivere a Londra… Prima un tuffo al cuore, tipo quello dell’ottovolante quando scende a manetta, avete presente? Poi eccitazione e tutta la felicità e la fierezza che provi quando una persona che ami realizza un sogno… anche una punta di invidia a dire il vero, ma quella buona ovviamente! Qui ogni stagione si chiude un capitolo e se ne apre un altro, certo è la vita, ma a me a volte piacerebbe che qualcosa rimanesse com’è almeno per un po’, un po’ di più, anche un pochino basterebbe. Per un momento, ho pensato di prenderla io casa loro. Un po’ di spazio in più, un terrazzo in più. Poi mi sono fermata, mi sono guardata intorno e oltre a tutti i miei tesori ho osservato tutti i tesori che Debby ha lasciato qui con me e che custodisco così gelosamente da sentirli miei. Sono poche cose a dire il vero ma quelle poche sono rimaste proprio dove lei aveva deciso che dovessero stare, e così col tempo sono diventate NOSTRE. Ho pensato che infondo tutta questa casa è stata solo nostra, sua e poi mia e di nessun altro… e si vede! E ho capito che se la amo così tanto forse è anche per questo, per quel qualcosa che non si può spiegare ma che ci lega con un sottile ma indistruttibile filo trasparente… E cosi da settembre arriva Nicola, non ci conosciamo molto ma mi è piaciuto fin dal primo incontro… Prima mi ha mandato un messaggio: “Manu blocca quella casa, questo è un segno del destino e dev’essere mia!” … si Nicola , mi sa che hai proprio ragione!
In onore della fase di pulizia karmica del tuo ciclo astrale, ti invito a fare un esercizio: immagina un pozzo nel bel mezzo del deserto che contiene tutto quello che hai consumato, rovinato o che ti sta troppo stretto. Ci sono i tuoi vecchi mobili, i tuoi vestiti preferiti di una volta, i vecchi cd e le scatole vuote dei cereali che ti piacciono. Quest’ammasso di rifiuti, però, contiene qualcosa di più interessante: le foto che ti ricordano i sogni a cui hai rinunciato, i souvenir di rapporti andati male, i simboli di credenze svanite e le idee di te stesso a cui un tempo ti ispiravi. Nel pozzo ci sono le cose che per te sono morte. Sei riuscito a evocare questa visione? Adesso immagina di cospargere di benzina quel cumulo di roba e di dargli fuoco. Poi, guardalo bruciare.
…. E se anziché perdere tempo a guardarlo bruciare iniziassi già a fare altro?
Si parte! Devo fare una borsa bella grossa questo week end perché non torno fino a giovedi… che meraviglia, stare lontana da Milano è la più bella prospettiva che mi possano regalare o che mi possa procurare. Sto pensando seriamente di cambiare città. Mi sto guardando intorno seriamente. Sto valutando seriamente tutte le possibilità, mettendo al primo posto quello che mi fa star bene e cioè il LONTANO. Se non fosse per questa casa avrei già mollato tutto ma me ne sono innamorata e nel momento più sbagliato che potessi trovare. La chiamano transizione… e allora aspettiamo che questa transizione diventi qualcos’altro… con pazienza, coraggio e determinazione. Qualità che non mi mancano direi. Non sono triste, sono solo stufa, anzi, stufa stufa stufa… Stufa anche di questo vento che non è quello di Fuerteventura che spazza via le nuvole e garantisce al sole un meraviglioso palco dove esibirsi da protagonista. Questo vento distrugge solo il mio amatissimo terrazzo allestito con tanto amore, per il resto tra qualche ora pioverà e io stasera suono sulla spiaggia!!! E sti kazzi!
Tra un po’ è il compleanno di Bonnie, il 26 giugno, il secondo 26 giugno senza di lei… e io comunque una ragione ancora non me la sono fatta. Chissà se mai me la farò?
E’ l’unico motivo per cui piango, è l’unico pensiero che mi fa sentire impotente e disperata ed è l’unico pensiero che mi fa desiderare di fuggire più lontano del lontano.
E’ l’unico vuoto che non riesco a colmare e l’unico dolore che non passa mai, ovunque vada e qualsiasi cosa faccia… per il resto c’è sempre un rimedio, il resto in confronto è meno di niente.
A volte mi faccio paura, volto pagina con una facilità e con una glacialità disumane. Non dico di essere incapace di sentimenti, questo no, ma è tutto così marginale che mi chiedo cosa davvero conti per me, cosa davvero riesca a entrarmi dentro tra tutto quello che ho attorno?
Mi torna spesso in mente un pomeriggio di qualche estate fa, stavamo giocando insieme nelle aiuole di Viale Cirene e una donna sul balcone ci guardava immobile al balcone. Non vedevo la sua faccia era troppo distante ma ho sentito qualcosa d’inspiegabile in quello sguardo.
Ho alzato gli occhi, le ho sorriso e lei mi ha detto: “ Che bello il tuo cane, ce l’avevo anch’io era un maschio però! A volte mi sembra ancora di sentire il calore della sua testolina sotto la mia mano” e l’ha allungata nel vuoto come se lo stesse accarezzando.
Non sapevo cosa rispondere e sono rimasta in silenzio provando a immaginare cosa potesse provare… non ci sono riuscita! Non si può immaginare neanche lontanamente quello che si prova.