A volte la vita è come se si fermasse. Come dice la Tata è come se ti mettessero un tappo che non permette a niente ne di uscire ne di entrare, io oltre al tappo avevo anche un’armatura per evitare di vedere e di farmi vedere… Chi mi ha liberata? Io! Chi mi ha stappata? Io! Chi ha riacceso la luce? Io… o forse il mio angelo custode! E cosi ricomincia tutto da capo, ricomincia tutto dallo stesso punto in cui si era fermato. Ti addormenti, ti svegli e ricominci a camminare, poi a correre. Avevamo una “pianta della felicità” sul terrazzo comune, Anto il mio fighissimo vicino, domenica scorsa me l’ha fatta vedere e mi ha chiesto se potevo tenerla in casa. “Sta morendo poverina!” mi ha detto “Ha preso un sacco d’acqua e un sacco di freddo, è una pianta da casa lei non da esterno. Proviamo ma credo sia troppo tardi…” E così ho adottato la “pianta della felicità”! Le ho pulito tutte le foglie, le ho tolto un po’ di erbacce dalla terra, le ho tagliato le foglie marce e l’ho messa in piena luce vicino alla finestra. Beh, Gertrude in ventiquattro ore si è svegliata, si è girata e, ma forse è solo un impressione, mi sembra pure un po’ cresciuta. E adesso siamo in cinque nella Dorian’s house : Io
Benjamin
Gertrude
Will e Grace
Stiamo tutti bene, siamo belli, forti e rigogliosi. Abbiamo sfidato l’inverno, abbiamo vinto e siamo pronti per un’estate di sole che scalderà, illuminerà e colorerà tutte le nostre foglie un po’ sbiadite!
Finalmente a casa! Il cervello si svuota e il corpo si rilassa piano piano, pezzettino per pezzettino… come quando srotoli un tappeto! Quando apro la porta il martedi sera e sento il profumo della mia cuccia mi sento davvero la persona più felice del mondo. So che da questo momento in poi devo solo pensare a ME, a quello che voglio, a quello che mi piace, a quello che mi fa star bene. Comincia a piacermi anche l’idea di cucinarmi qualcosa. Che siano noodles giapponesi, 4 salti in padella o fucking spinacine poco importa… tanto per lo spignattamento non sono proprio portata! Io vivo al contrario rispetto al resto del mondo. Vado in vacanza quando gli altri ritornano, chiamo week end il mercoledi e il giovedi, mangio le salamelle quando gli altri fanno colazione e fondo insieme il fuso orario di New York con quello di Milano… ecco, questo è ancora un problema! Non si può dormire 4 ore per notte a 40 anni e pensare di vivere a lungo, però io non voglio soccombere al mio lavoro, alla notte… anche se è bella, anche se è magica e unica. A me piace il giorno, mi piace la mattina, la colazione, i giornali, il sole e la parola “buongiorno”… dire buongiorno è proprio bello! La mattina non è “ciao!” anche se sei in confidenza, anche se ti dai del tu, anche se ti ami alla follia… la mattina è “Buongiorno!” y nada mas… Ho dei progetti per il mio week end! Infondo è Pasqua anche per me! Domani è sabato, giovedi è domenica e domenica sarà lunedi… non fa una grinza direi! Voglio: - Andare in palestra di brutto che sono quattro giorni che non ci vado e sono in astinenza - Dipingere d’oro (adovo ovo) la parete gialla che mi fa veramente kakare - Andare all’ikea a comprare i cuscini per il terrazzo comune - Cambiare tutte le canzoni sull’Ipod e spararmelo nelle orecchie per mentre scopro ora che sono allenatissima quanti chilometri faccio coi roller - Vedere un po’ di amici - Andare al cinema - Fare il cambio armadio e riordinare i cassetti che esplodono di perizomi impazziti - Finire il libro che mi ha prestato la Tata - Andare a fare la tinta e vincere l’ennesima battaglia contro il brizzolo selvaggio - Fare un sacco di bagnetti e guardare la tv, sul divano, in pigiama, con gli occhiali, senza trucco e con la birrazza gelata accanto Devo anche iniziare a studiare seriamente un po’ di manuali e prendere delle decisioni sul mio futuro… ma anche no! Notte notte
La Doriani e la palestra... questa sconosciuta!
Seconda puntata Ho scoperto che andare in palestra, più in generale fare sport, è un po’ come fare il deejay. Anzi, fare la donna deejay! Le prime volte che arrivi tutti ti guardano come se venissi da un altro pianeta, un pianeta dove sono tutti tanto attraenti quanto incapaci di fare qualsiasi cosa. Una piccola colonia di alieni ribelli che anziché uniformarsi ai simili imparando a lavare, stirare, cucinare e sfornar marmocchi se ne va in giro trascinando una UDG e ha pure la pretesa di spodestarti dal tuo trono. Entri in consolle ti presenti e sopporti senza reagire quel ghigno strafottente che puntualmente si stampa in faccia ai tuoi colleghi maschi, chiedi qualche informazione sulla serata facendo finta di non capire cosa sta pensando mentre ti risponde, di non accorgerti che ti sta prendendo per il culo e soprattutto che appena ti volti quel tuo culo se lo mangia con gli occhi. Flirti un po’ , tanto lui a differenza di te, che lo stai prendendo per il culo non si accorgerà mai e completi il suo personale quadro della disistima per la tua categoria con la pennellata della troiaggine. Per la serie: lasciami iniziare fenomeno che ti faccio vedere io chi deve pensare al bucato! Al terzo disco di solito ha già cambiato faccia, al quinto ti chiede se vuoi che vada a prenderti qualcosa al bar, a fine serata massacra le palle agli amici perche vuole un servizio fotografico con te. In palestra più o meno è uguale. La prima volta che arrivi non sai neanche da che parte cominciare e tutte le volte che chiedi vedi sempre quel fottuto misto di superiorità e fastidio sul volto di chi ti risponde. Poi cominci a fare quel che devi fare, ci metti tutto l’impegno che puoi (anche perché se no saresti stata a casa a guardare fox crime) e dopo un quarto d’ora il tuo stile da novellina è già molto più armonioso del loro, senza sputare sangue per anni… dono di natura! Touchè! A fine lezione vedi già altri sguardi, la settimana dopo tutti ti salutano e quella dopo ancora ti fanno presente che forse non dovresti stare nell’angolino in fondo ma un po’ più centrale, almeno se non vedono bene l’istruttore possono guardare te che non sbagli mai… C’est la vie!
È passato il week end e non me ne sono neanche accorta! A ripensarci all’alba col mio tazzone di nescafè bollente in mano mi sembra sia andato tutto talmente veloce da sembrare surreale. Sabato pomeriggio ho presentato il libro di una mia amica. Non gliel’ho detto perché mi ha confidato di non dormirci la notte tanta era l’emozione per questo evento, ma pure io non è che fossi proprio tranquilla tranquilla… anzi diciamo pure che mi “kakavo” sotto. E invece è andata bene, meglio di qualsiasi ottimistica previsione. Ho scoperto che lei è ancora più splendida di quanto pensassi e i suoi amici sono davvero straordinari. Mi sono sentita fiera di essere “una di loro” e sono tornata a casa felice. Secondo me andrà bene questo libro, magari non diventerà milionaria ma sicuramente le regalerà un sacco di altre soddisfazioni… se le merita tutte! Sabato sera sembrava una festa tra amici, ho ritrovato persone con cui ho condiviso momenti bellissimi. Persone con cui ho lavorato, sudato e pure scazzato qualche volta. Abbiamo fatto insieme tre stagioni dando vita ad una delle più belle serate di Milano e insieme ne abbiamo viste e passate di tutti i colori e giorno dopo giorno abbiamo anche iniziato a volerci bene e quel bene e tutti quei ricordi ce li portiamo dietro anche ora che è finito tutto. La mia domenica di libertà è iniziata tardissimo, con sta storia del cambio dell’ora sono andata a letto praticamente alle 7 e per fortuna il mio orologio interno si è fermato e mi ha concesso la grazia del sonno profondo fino alle 3 del pomeriggio… che miracolo! Ho mangiato, scritto un po’, guardato un film e ho fatto il bagnetto… mentre mi godevo l’acqua bollente e il profumo pazzesco degli incensi comprati a Barcelona ho pensato al tappino magico. Cos’è il tappino magico direte voi? Dunque, un mesetto fa sono andata a cena in un ristorantino sotto casa. Si mangia da dio, il proprietario e il cameriere sono simpaticissimi e ci chiacchiero praticamente tutti i giorni ma chissà perché a mangiare da loro non ci vado quasi mai…bah! Non ero molto felice in quel periodo… cacchio è passato un mese e mi sembra un’eternità! Cominciavo a capire che la storia d’amore meravigliosa che credevo di vivere in realtà era la più schifosa che mi fosse mai capitata e che d’amore in realtà ce n’era ben poco. Cominciavo a sentire che la persona speciale che credevo di avere di fronte in realtà era un pazzo con sdoppiamenti di personalità da manuale di psichiatria… non ne ero ancora sicura sicura ma il germe del sospetto cominciava a rosicchiare velocemente la mia coscienza. Beh, per farla breve, a fine cena il cameriere ci fa notare un’enorme ampolla di vetro piena di tappi di sughero e ci spiega che se ci avessimo infilato il tappo della nostra bottiglia esprimendo un desiderio questo si sarebbe avverato. Lui a tirato dritto, io ci ho pensato profondamente e l’ho infilato. Cosa ho chiesto? La forza di liberarmi di lui, di uscire da quell’inferno e di ritornare ad essere serena e felice con me stessa… Beh, ho dovuto aspettare giusto 24 ore ed è scomparso tutto senza lasciare segni… inutile dire che sto aspettando di desiderare qualcos’altro per tornarci ma per ora ho tutto quel che serve! Buona settimana!
Ieri sera sono andata a ballare! “MIRACOLO!!!! “ urlerebbe qualcuno… beh in effetti! Mi rendo conto che è paradossale ma a me andare in discoteca come cliente non è mai piaciuto. Mi sento a disagio quando non lavoro, non sopporto le code, non tollero il contatto fisico forzato e tante altre cose ancora che se ve le racconto famo notte! Anyway, ieri ci sono andata per due motivi: Uno - Carl Craig è uno dei miei deejay preferiti nonché uno dei migliori al mondo e io DOVEVO vederlo e soprattutto SENTIRLO. Due – Dove sono andata c’è uno che mi piace, non da sbavarci eh, diciamo quel tanto che basta per farmi alzare il sedere dal divano, che ultimamente non è impresa facile (vedi tunnel del salutismo di qualche post addietro). Beh, Carl Craig mi ha colpito… si si mi ha proprio colpito. E’ arrivato in console senza rivolgere la parola a nessuno, ha collegato il SUO fantasmagorico Mac Pro (che costerà probabilmente più di casa mia) al SUO mixer pieno di manopoline ma senza neppure un cursorino. Ha collegato un altro apparecchino pieno di altre minuscole manopoline a non so cosa, ha infilato due cd negli MK3 e ha aperto il suo programmino. Dopo di che ha incrociato le sue braccine e senza alzare lo sguardo ha aspettato che il suo collega a fianco (che secondo me non ha neanche visto) finisse di ribaltare l’orda di fattoni che urlavano il suo nome a pieni polmoni… oh che rime ultimamente!!! Giunto il suo momento, tra urli e”mani al cielooooo” ha iniziato a pestare come un fabbro entrando di diritto nel guinnes dei primati come il deejay che ha svuotato la pista più velocemente senza accorgersene. Mi credete che in mezzora di set (non ho retto di più) non ha alzato la testa dal mixer neppure una volta? Giuro che ho pensato avesse problemi di torcicollo! Con il punto due siamo messi anche peggio! Il misterioso oggetto dei miei debolissimi desideri mi si è materializzato davanti in tre o quattro brevi occasioni sparse qua e la nella serata, entrando anche lui nella storia per la quantità di minchiate che è riuscito a sciabolarmi con una disinvoltura davvero invidiabile! L’ultima della serie, per fortuna condivisa con l’amico che mi accompagnava. E’ importante in questi casi avere dei testimoni altrimenti quando lo racconti la gente mica ci crede! Ma non è ancora finita! esco dal locale, chiamo un taxi e aspetto chiacchierando amabilmente con i miei amici della sicurezza. … 10 minuti… niente… 15 minuti… niente… 20 minuti… ancora niente! Chiacchierata piacevole eh, per carità, ma che sonno però! Vedo all’angolo un taxi fermo, sulla fiancata il numero di un altro operatore… chissenefrega, ci salgo! Do al taxista il mio indirizzo e mi costituisco: “guardi lo so che non si fa ma ho chiamato il 6969 e dopo 20 minuti non è ancora arrivato nessuno… non sono la sua cliente e non sono nemmeno pentita!” “ ehhh signorina!” risponde con aria ironica “ non deve chiamare il 6969 quel numero va bene solo per il sesso!” … oh cazzo, ma cos’è la serata dei deficienti !? “dove va di bello?” mi chiede “ mah veda lei sono le 3 vado a casa non vedo l’ora di andare a letto!” oh dio cos’ho detto nooo ho detto letto! “beh se ha bisogno di qualcuno che la aiuti a spogliarsi e che le faccia compagnia deve solo dirlo” … beh più prevedibile di cosi! “Senta, ho 40 anni, sono andata in quel locale per lavoro, sono stanca, mi fanno male i piedi e soprattutto sono stufa marcia di sentire queste stronzate… secondo lei una che ha voglia di farsi una trombata esce da una discoteca e chiama un taxi!?”