... appunti di viaggio: MILANO MADRID MILANO parte 2°
Primo giorno 12.30… prima sosta
Con l’atterraggio è arrivata anche un po’ d’emozione… e meno male! E con le prime scritte in spagnolo quella meravigliosa e rassicurante sensazione di “casa” che nessun altro luogo è in grado di darmi. La prima immagine: il lost and found dove meno di due mesi fa piangendo disperata, lottavo per ritrovare la mia “maleta del trabajo desaparecida” che tragedia mamma mia, altro che brividi a ripensarci! Prendo il bus e mi butto nel traffico. Fa freddo (più freddo che a Milano), ci vuole un cortado per riscaldarmi. Non è stato amore a prima vista quello tra me e Madrid. Ho equivocado bus e direction, ho girovagato a vuoto per un’ora abbondante e mi sono sentita sola, piccola e stupida di fronte alla maestosità di tutte quelle inutili strade che mi portavano sempre più lontana dalla mia meta. Gli spagnoli però sono meravigliosi, ti spiegano tutto con pazienza, ti guardano negli occhi, ti sorridono e se sono di strada ti accompagnano chiacchierando come se ti conoscessero da sempre. Metro fino a Gregorio Maranon (prendi il metrobus che conviene 10 viaggi 7 euri) e finalmente Paseo della Castellana … cammina… cammina… cammina PLAZA DE CIBELES con telefonata a mamma che ha vissuto a due passi per tutta la sua adolescenza.
Cammina…. Cammina PUERTA DEL SOL col suo orso, il suo orologio, la sua Casa de Correos e il suo chilometro zero. E’ davvero splendida, peccato sia tutta un cantiere Faccio un giro per le viette li attorno, in questo Barrio ci hanno abitato i più grandi autori della letteratura spagnola, ora ci abitano le battone! Che romanticismo! Qua mi sa che oggi scrivo solo io!
LA GRAN VIA col MUSEO CHICOTE e l’enorme PALACIO DELLA TELEFONICA e il GRASSY che è poi un museo di orologi d’epoca… non mi piacciono gli orologi, passo oltre.
Mi fermo in un baretto in PLAZA DE ESPANA per un classico bocadillo con calamares … una mattonata di pane e calamari fritti che mi uccide lo stomaco e un paio di cervezas per confondere le idee ai miei succhi gastrici.
Qui nei locali si può fumare, non sono più abituata, mi sento fuori legge. Bevo, scrivo, fumo e mi guardo attorno. Ho tutto il tempo che voglio. Ascolto i discorsi attorno a me e penso a come potrebbe essere la mia vita qui. Che lavoro potrei fare? Quale potrebbe essere il mio Barrio? Chi sarebbero i miei amici? E il mio fidanzato dove lo potrei incontrare? Piccolo particolare, IO NON LO VOGLIO UN FIDANZATO! Vado a cercare l’albergo va e magari faccio un pisolino….