... appunti di viaggio: MILANO MADRID MILANO parte 3°
ore 23.00 primo giorno
L’albergo che ho scelto su internet è molto carino (che culo!), è pieno di ragazzi e ragazze di ogni età e provenienza… io in confronto sono in età pensionabile! Appena entri c’è un cane a darti il benvenuto, è una via di mezzo tra un labrador e un golden, si chiama Jackie ed tra noi è un vero colpo di fulmine. Ho dormito un’oretta e mi sono rituffata in Madrid. Ho scoperto di essere esattamente dove volevo essere. Tra la Puerta del Sol, el Prado e la Atocha. Mi basta uscire dall’hotel per trovare tutto quello di cui ho bisogno, ristoranti, bar, locali, negozi…
Cammino lentamente e mi lascio andare. Respiro profondamente, mi guardo attorno e non mi perdo neanche un secondo, un profumo, un colore. Entro qua e là in qualche negozio che mi ispira, compro un bicchierino da chupito per la Tata e due magneti per l’Ale… sono i nostri piccoli riti, i primi doveri di ogni vacanza. Domani sceglierò il resto. Ho scritto un po’ in un bar alla moda che si chiama MAHOU, voglio provare tutto, dai localacci al lusso più trendy. Bevo un Garcia Grande Rueda e fumo al bancone. Cerco di rilassarmi e di scacciare via i pensieracci… come vorrei riavvolgere il nastro della mia vita di due mesi e ritornare vuota come un didgeridoo… Pomeriggio travolgente tra le sale del Prado, peccato non si possano fare foto. Ho gli occhi pieni di meraviglie che non so descrivere.
GOYA mi rincoglionisce, TIZIANO mi intristisce, VELAZQUEZ mi incuriosisce e mi fa sentire ridicola… è talmente reale la sua pittura da sembrare in rilievo, bisogna andare vicino vicino per rendersi conto che non lo è . Il Tesoro del Delfin mi inquieta e TINTORETTO mi ipnotizza. Mi sento così fortunata ad averli così vicini e poterli ammirare per la prima volta senza limiti di tempo e di spazio. Li ho amati cosi tanto sulle pagine dei libri che a volte ho pensato addirittura che non esistessero, che fossero solo tante incantevoli leggende per i sognatori come me. Invece esistono cari miei! Eccome se esistono, ed io li avrò negli occhi per sempre. Se fossi in Italia mi prenderebbero per pazza. Da sola, seduta a bocca aperta davanti a un quadro… qui sono diversi per fortuna, qui non giudicano e ti lasciano vivere o se non altro fanno in modo che tu non te ne accorga.
Amo questa città, vorrei che questa giornata non finisse mai. Uscita dal Prado, ho camminato a lungo sotto la pioggia e respirato lo smog del centro… sembra più leggero anche lui. A Madrid i semafori cinguettano. Giuro! Gli arrivi vicino, ti fermi al rosso e quando senti: “ciu… ciu… ciu” vuol dire che puoi passare. Quando aumentano bpm e diventano una sorta di semafori gabber conviene correre se no ti arrotano. Nell’ora di punta solo vigilesse a coordinare il traffico, giuro che non ho mai sentito nessuno fischiare così velocemente, costantemente e intensamente. Ho pensato addirittura a delle basi preregistrate (ma questa è deformazione professionale). Tweeter sugli autobus e qualche. woofer nei tombini. Ho visto un sacco di teatri sulla Gran Via, domani ci andrò.
Stasera ho optato per un cinema se non altro per mettere alla prova il mio spagnolo. Beh l’ha superata a pieni voti. Ho visto MAMMA MIA il film musical con le canzoni degli Abba e l’ho visto a Madrid, mica al Ducale di P.zza Napoli! Finalmente ho riso, finalmente ho sognato, finalmente ho pianto. E’ proprio vero: QUIEN GANA COJE TODO!
Sulla brochure dei viaggi per la spagna dovrebbero esserci questi post.
Che bello leggerti ed emozionarsi.
Che belle le emozioni che trasudi.
Che brutto il termine trasudo.
Bleah.