... appunti di viaggio: MILANO MADRID MILANO parte 4°
13.22 secondo giorno
Nove ore di sonno profondo e rigenerante dopo un’insalata e un paio di bicchieri di vino in un affollato ristorantino sotto l’hotel. Si chiama “ La fatiga del querer” letteralmente “la fatica del desiderare”… o di amare, dipende come lo interpreti. Nome curioso per un ristorante, sembra fatto apposta. Meglio che non pensi alle coincidenze va… negli ultimi tre giorni me ne sono successe talmente tante da scriverci un trattato, ho già il titolo: "Kasi, Koincidenze e varie rotture di Koglioni". Seduti al tavolo vicino a me, quattro italiani che per un’oretta abbondante hanno dato il meglio tra risate, cazzate, rutti e battute di merda . Al primo tentativo di approccio ho fatto finta di essere spagnola (e per fortuna ci sono riuscita) da li in poi un tripudio di volgarità che ho capito perfettamente (ma che avrebbe capito anche una spagnola vera ahimè) e che mi hanno fatto vergognare ancora una volta dei miei compaesani nel mondo! Colazione con “Marca” e “Pais” e poi dritta verso il Santiago Bernabeu. Che emozione!
E se non è abbastanza intellettuale come mattinata chissenefrega o come direbbe il mio amico Sani: “inculet!” Quello stadio trasuda storia da ogni centimetro quadrato e mi ha lasciata a bocca aperta per un paio d’ore. Amo il calcio quasi quanto la musica e le passioni sono come dei tesori da difendere. Panorami
Coppe
Cimeli
premi vari
e varie amenità
Dopo la Coppa del mondo ho vinto anche la coppa con le orecchie! E anche stavolta è lei che ha visto me (e non viceversa). Oggi sto bene, è tornato il sole a Madrid e un po’ anche nel mio cuore e credetemi, per come sono partita è proprio una gran vittoria… sono proprio in gamba!