Si parlava con un collega di questo lavoro… il nostro lavoro, anche se non mi è mai piaciuto definirlo tale. Chi fa il deejay, E’ un deejay… è raro che ci si finisca dentro per caso. Servono amore, passione, dedizione, impegno, disciplina e spesso si deve essere disposti a rinunciare a molto… ahimè! E’ un “lavoro” spietato, succhia tutte le tue energie e non ti lascia tregua. Se ne frega se stai male, se sei triste, se sei stanco o se sei stufo. Qualsiasi cosa tu abbia devi riuscire a metterla da parte, seppellirla in un posto lontano e lasciarla li fino all’ultimo disco per far spazio a sorrisi, battute, balletti e quant’altro… “the show must go on” è la frase che calza a pennello, sempre e comunque, nel bene e nel male, in ricchezza e povertà…un matrimonio praticamente! In questi 20anni però la radio, la discoteca, la musica insomma mi ha ricambiata col regalo più importante e prezioso, un miracolo praticamente! Cioè quello di salvarmi da tutto, rendermi immune anche solo per qualche ora da sofferenze, problemi, delusioni e fallimenti. E’ sempre stato come se avessi un interruttore, partiva il primo disco e cancellava tutto. Sabato sera invece per la prima volta ho subito la maledizione di non trovare più quell’interruttore e dover andare avanti con i segni di un dolore sul viso, nella pancia e nel cuore. Ho pianto piegata sulla “flappa” dell’r’n’b, su quella dell’house e su quella del revival baracca… Ho abbassato il cappello d’oro sugli occhi per non far vedere le occhiaie e non ho mosso un muscolo neppure per il pezzo electro più potente. Ho guardato l’ora almeno 100 volte e altre 100 mi sono chiesta “perché?” Eccolo qui il LAVORO del deejay… magico e meraviglioso quando stai bene, spietato e crudele quando fai a botte con la vita e sei pieno di lividi