... I MIEI AMICI!!!! Debby
Cosa significa essere amici, amici veramente?
Vi siete mai fatti questa domanda? E, se si, avete trovato una risposta?
Io ho un rapporto strano con l’amicizia, mi è indispensabile come l’aria e la difendo come un prezioso tesoro ma non ne sono mai stata dipendente. Sono una sorta di cattolico non praticante… il mio amore e la mia fede non si discutono ma non si misurano con i comuni parametri.
Debby è come me… anche se non sembra!
Debby è la persona più simile a me che io conosca, anche se sembriamo il giorno e la notte, anche se ci confrontiamo e ci scontriamo continuamente.
Debby è capace di non chiamarti per mesi e poi scriverti un messaggio in piena notte confidandoti un segreto mai svelato prima.
Debby detesta il contatto fisico, non ti abbraccia mai e non si avvicina mai troppo… ma se ti ama te ne accorgi. Con uno sguardo e con un semplice gesto riesce a riscaldarti, consolarti e farti sentire al sicuro.
Non ho ricordi limpidi e precisi del nostro passato… purtroppo o per fortuna.
Ricordo di averla conosciuta sul lavoro (tanto per cambiare) e di non averla mai trovata particolarmente simpatica. Anzi, diciamo pure che mi stava sulle palle.
La trovavo indisponente, ingestibile e indecifrabile. Mi dava l’idea di una persona falsa, ipocrita e opportunista.
Non l’ho mai scelta, ma per uno strano disegno perverso del destino, mi ci sono sempre imbattuta contro come un ostacolo impossibile da evitare. Ci siamo annusate per anni senza mai abbassare il pelo, tollerandoci a vicenda ben attente a non superare mai la distanza di sicurezza e a non abbassare mai la guardia.
Ho capito chi è realmente Debby molto tardi (non troppo per fortuna). L’ho capito in un grigio pomeriggio di settembre, quando ho assistito impotente al sequestro del mio bancomat, della mia carta di credito e della mia automobile in un centralissimo distributore milanese dopo aver fatto il pieno.
Ero senza lavoro, senza soldi e senza prospettive. Ho chiamato tutti i numeri che avevo in rubrica per chiedere aiuto e salvarmi da questo incubo. Mi ha risposto solo lei e senza batter ciglio nel giro di 20 minuti mi ha fatto recapitare via pony express il denaro necessario per fuggire da quella umiliante situazione.
“l’amico si vede nel momento del bisogno” dicono, e se nel momento del bisogno l’unico che vedi non è neppure un tuo amico, forse è il caso di iniziare a farsi delle domande.
Da quel giorno in effetti io e Debby abbiamo iniziato a fare cose e a volerci bene, bene veramente.
Riflettendoci, la costante tra me e Deb è quella di fare poche “cosette” ma solo grandi cose. Di dirci poche frivolezze ma tanti grandi verità.
A Deb ho parlato di amori prima ancora di realizzare che lo fossero. Con Deb ho fatto una vacanza e condiviso cose mai condivise con nessuno. Deb vive a Londra da due anni e io sono stata quella che ha saputo, condiviso e gioito di questo grande passo per prima… forse anche prima di lei.
Con Deb ho litigato senza dire una parola e fatto pace senza neanche uno sguardo.
Io e Deb ci telefoniamo poco e ci scriviamo ancora meno ma siamo le uniche autorizzate a scarnificarci a vicenda senza filtri e senza ipocrisie.
Debby prima di partire mi ha fatto il regalo più grande e importante che abbia mai ricevuto: casa sua.
Una casa che non è solo una bella casa, è la casa che ho desiderato dal primo giorno in cui l’ho vista. Quella che è diventata il mio rifugio, la mia cuccia e la tana dove rifugiarmi.
Deb mi ha lasciato muri, quadri, bollette e contratti col suo nome senza dirmi neanche una volta: “mi raccomando!”.
E io ci ho messo dentro tutto il mio amore senza bisogno di dirle che rimarrà sua per sempre e tornerà sua se mai la rivorrà.
E se è vero che nell’amicizia la cosa più importante è la fiducia... beh, vi ho detto tutto!
Ah, un’ultima cosa. Non ho foto di Deb da pubblicare… Deb non si fa fotografare! E se anche ne avessi non le pubblicherei… potrebbe uccidermi!
... continua