... senza titolo
Ho finito di suonare alle 4 in punto e ho combattuto il sonno per tutto il viaggio di ritorno con gli occhi fissi sulla linea di mezzeria e il cervello impostato sulla funzione LAMENTO e AUTOCOMMISERAZIONE.
Che freddo che fa…
Che caldo che fa…
Che schifo sto condizionatore
Che schifo sta macchina… due gonfiabili e un paio di valige e fa 110 a tavoletta
Che serata di m…
Che autostrada di m…
Che gente di m…
Che vita di m… non potevo fare la ragioniera! Domani sarò talmente rinkoglionita che non potrò fare neanche il corso di fit box delle 10.30!
Eccoli i miei problemi, ecco il primo momento dell’ultima settimana in cui anche la Samara Morgan che c’è in me ha ceduto alla forza devastante della tristezza. La notte è tremenda per queste cose, se ci si mette d’impegno è più forte di uno tsunami!
Ero vicina alle lacrime quando ho superato la barriera, in sottofondo un vecchio cd di Jeff Barkley e tutta la rabbia di rivivere come sul grande schermo di un cinema l’ultimo squallido anno della mia vita.
Bella la sceneggiatura per carità, belle le scene, bella la fotografia e belli anche i dialoghi… peccato che a riguardarlo dopo sapendo il finale e soprattutto sapendo quanto poco c’era di vero in tutto quanto, sembri una commediola da quattro soldi scritta e interpretata da due psicopatici. Anzi, uno psicopatico e stupida quarantenne lobotomizzata… che schifo mamma mia! Dovrebbero istituire delle leggi per far scomparire dalla terra certa gente… che siano divine o terrene fa niente, basta che spariscano per sempre o possano convivere solo tra di loro!
A questo pensavo entrando in Milano e imboccando la solita circonvallazione, quella che porta dritta al “mio” naviglio.
… una luce blu lampeggia da lontano…
… due filobus fermi con le porte aperte e qualche persona a terra…
… una macchina dei vigili messa per traverso blocca l’accesso alla preferenziale…
“Che cacchio bloccano a quest’ora sti dementi!? Chi vuoi che passi?!” penso tra me
Vado avanti.
Non ci posso mica andare sulla preferenziale io!
Un’altra macchina dei vigili… un’altra ancora…
…un casco appoggiato dritto in mezzo alla strada, come se qualcuno l’avesse lasciato li per proseguire a piedi…
rallento ma non mi fermo
… un telo verdastro poco più in la…
… un telo verdastro, forse grigio da cui escono solo due piedi… due scarpe nere e due calzini chiari, uno abbassato a scoprire una piccola striscia di pelle.
Ho visto e memorizzato tutto in pochi secondi… mi sono sembrati un’eternità.
Mi si è gelato il sangue e paralizzato il cervello, tutto in un istante…
Stanotte la vita di qualcuno si è fermata per sempre e quella di qualcun altro sembrerà fermarsi…
A me è passato il sonno... e anche tutto il resto…