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La Doriani e la palestra... questa sconosciuta!
Seconda puntata Ho scoperto che andare in palestra, più in generale fare sport, è un po’ come fare il deejay. Anzi, fare la donna deejay! Le prime volte che arrivi tutti ti guardano come se venissi da un altro pianeta, un pianeta dove sono tutti tanto attraenti quanto incapaci di fare qualsiasi cosa. Una piccola colonia di alieni ribelli che anziché uniformarsi ai simili imparando a lavare, stirare, cucinare e sfornar marmocchi se ne va in giro trascinando una UDG e ha pure la pretesa di spodestarti dal tuo trono. Entri in consolle ti presenti e sopporti senza reagire quel ghigno strafottente che puntualmente si stampa in faccia ai tuoi colleghi maschi, chiedi qualche informazione sulla serata facendo finta di non capire cosa sta pensando mentre ti risponde, di non accorgerti che ti sta prendendo per il culo e soprattutto che appena ti volti quel tuo culo se lo mangia con gli occhi. Flirti un po’ , tanto lui a differenza di te, che lo stai prendendo per il culo non si accorgerà mai e completi il suo personale quadro della disistima per la tua categoria con la pennellata della troiaggine. Per la serie: lasciami iniziare fenomeno che ti faccio vedere io chi deve pensare al bucato! Al terzo disco di solito ha già cambiato faccia, al quinto ti chiede se vuoi che vada a prenderti qualcosa al bar, a fine serata massacra le palle agli amici perche vuole un servizio fotografico con te. In palestra più o meno è uguale. La prima volta che arrivi non sai neanche da che parte cominciare e tutte le volte che chiedi vedi sempre quel fottuto misto di superiorità e fastidio sul volto di chi ti risponde. Poi cominci a fare quel che devi fare, ci metti tutto l’impegno che puoi (anche perché se no saresti stata a casa a guardare fox crime) e dopo un quarto d’ora il tuo stile da novellina è già molto più armonioso del loro, senza sputare sangue per anni… dono di natura! Touchè! A fine lezione vedi già altri sguardi, la settimana dopo tutti ti salutano e quella dopo ancora ti fanno presente che forse non dovresti stare nell’angolino in fondo ma un po’ più centrale, almeno se non vedono bene l’istruttore possono guardare te che non sbagli mai… C’est la vie!
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