A volte la vita è come se si fermasse. Come dice la Tata è come se ti mettessero un tappo che non permette a niente ne di uscire ne di entrare, io oltre al tappo avevo anche un’armatura per evitare di vedere e di farmi vedere… Chi mi ha liberata? Io! Chi mi ha stappata? Io! Chi ha riacceso la luce? Io… o forse il mio angelo custode! E cosi ricomincia tutto da capo, ricomincia tutto dallo stesso punto in cui si era fermato. Ti addormenti, ti svegli e ricominci a camminare, poi a correre. Avevamo una “pianta della felicità” sul terrazzo comune, Anto il mio fighissimo vicino, domenica scorsa me l’ha fatta vedere e mi ha chiesto se potevo tenerla in casa. “Sta morendo poverina!” mi ha detto “Ha preso un sacco d’acqua e un sacco di freddo, è una pianta da casa lei non da esterno. Proviamo ma credo sia troppo tardi…” E così ho adottato la “pianta della felicità”! Le ho pulito tutte le foglie, le ho tolto un po’ di erbacce dalla terra, le ho tagliato le foglie marce e l’ho messa in piena luce vicino alla finestra. Beh, Gertrude in ventiquattro ore si è svegliata, si è girata e, ma forse è solo un impressione, mi sembra pure un po’ cresciuta. E adesso siamo in cinque nella Dorian’s house : Io
Benjamin
Gertrude
Will e Grace
Stiamo tutti bene, siamo belli, forti e rigogliosi. Abbiamo sfidato l’inverno, abbiamo vinto e siamo pronti per un’estate di sole che scalderà, illuminerà e colorerà tutte le nostre foglie un po’ sbiadite!