Ho scritto una lettera un po’ di mesi fa. Ho deciso di farlo una sera, dopo una cena con un amico che non vedevo da tanto. Abbiamo mangiato tanto, riso tanto, bevuto tanto e ci siamo raccontati tutto il “tanto” successo durante quel “tanto”. Era proprio TANTO! Talmente TANTO che ed ero tornata a casa di corsa a piedi sotto la pioggia con la speranza di perderne un po’. Man mano che correvo le parole si scrivevano da sole nella mia mente e quando sono arrivata a casa non ho dovuto fare altro che ricopiarla su un foglio di word… WORD MAC ovviamente! Ho scritto quella lettera con estrema cura, tanta da farne un capolavoro sotto tutti i punti di vista. L’ho scritta ma non ero poi così convinta che li dentro ci fosse la verità. Ogni tanto, alla fine di una frase, mi fermavo e mi chiedevo: “ Oh, ma sei sicura?” … e tiravo avanti! L’ho trasformata in una mail e l’ho spedita, di getto, senza neanche rileggerla. Ho aspettato una risposta per tre giorni e man mano che passavano, quella risposta, mi sembrava sempre meno importante, così poco importante che me ne sono dimenticata. L’ho riletta qualche settimana fa per caso, quella lettera. L’ho trovata mentre svuotavo un po’ l’hard disk da tutte le mac-copie di mac-ciarpame mac- inutile. “Bella!” ho pensato “ “Proprio bella, complimenti! Ma di chi parla? Chi l’ha scritta? Tu? E cosa c’è di te in tutte queste parole, a parte le belle parole?” E l’ho buttata via nel mac cestino. Beh, ieri (IERIIIIII) è arrivata la risposta e con lei un sacco di domande… peccato che ora le risposte sia io a non averle! Facciamo così, troviamoci a metà strada e parliamo… parliamooo… di musica? magari!