... ricordi
Tra un po’ è il compleanno di Bonnie, il 26 giugno, il secondo 26 giugno senza di lei… e io comunque una ragione ancora non me la sono fatta. Chissà se mai me la farò?
E’ l’unico motivo per cui piango, è l’unico pensiero che mi fa sentire impotente e disperata ed è l’unico pensiero che mi fa desiderare di fuggire più lontano del lontano.
E’ l’unico vuoto che non riesco a colmare e l’unico dolore che non passa mai, ovunque vada e qualsiasi cosa faccia… per il resto c’è sempre un rimedio, il resto in confronto è meno di niente.
A volte mi faccio paura, volto pagina con una facilità e con una glacialità disumane. Non dico di essere incapace di sentimenti, questo no, ma è tutto così marginale che mi chiedo cosa davvero conti per me, cosa davvero riesca a entrarmi dentro tra tutto quello che ho attorno?
Mi torna spesso in mente un pomeriggio di qualche estate fa, stavamo giocando insieme nelle aiuole di Viale Cirene e una donna sul balcone ci guardava immobile al balcone. Non vedevo la sua faccia era troppo distante ma ho sentito qualcosa d’inspiegabile in quello sguardo.
Ho alzato gli occhi, le ho sorriso e lei mi ha detto: “ Che bello il tuo cane, ce l’avevo anch’io era un maschio però! A volte mi sembra ancora di sentire il calore della sua testolina sotto la mia mano” e l’ha allungata nel vuoto come se lo stesse accarezzando.
Non sapevo cosa rispondere e sono rimasta in silenzio provando a immaginare cosa potesse provare… non ci sono riuscita! Non si può immaginare neanche lontanamente quello che si prova.
Ora lo so…