Ci sono giorni in cui ritrovarti sola in una camera d’albergo ti fa sentire felice, indipendente, occupata, in carriera. Ci sono giorni in cui la prospettiva di svegliarti lontano da casa ma in un posto ormai famigliare, con un raggio di sole sul viso e un odore diverso tra le lenzuola ti da la sensazione di essere in vacanza, ti fa sentire libera. Ci sono giorni invece, in cui queste stesse sensazioni diventano peggio di una prigione da cui non puoi uscire. Ci sono giorni in cui l’unica cosa che vorresti sarebbe un po’ di tempo. Tempo per fermarti, tempo per riflettere, tempo per te stessa e per tutto quello che per tutti è normale tranne che per te: guardare la tv, leggere un libro, mettere lo smalto, provare finalmente quella maschera idratante pagata una fortuna e ancora incartata sul mobiletto del bagno. Poi quel tempo arriva, ma sempre nel momento sbagliato. Il tempo arriva sempre quando non deve esserci tempo. “chi ha tanto da fare non ha tempo per le lacrime” scriveva Albert Enstein… beh io stasera ho troppe lacrime e troppo tempo, tutte quelle che ho evitato per mesi, tutte quelle che ho combattuto e vinto, tutte quelle che mi sono ricacciata in gola e quelle che ho nascosto dietro a qualcuna delle mie isteriche risatine. Io stasera mi sento come una che ha fatto un frontale con un tir e non ha ancora capito se questo è già l’inferno dell’inferno o ancora l’inferno della vita. E allora che si fa? In tv vecchi episodi di Criminal Minds. Nel primo l’S.I è lo psicologo, nel secondo il colpo di scena invece arriva alla fine quando il ragazzino secca i genitori adottivi… eh già, quando non avevi lacrime e avevi tempo li hai divorati tutti in anteprima su fox crime! In questo vecchio albergo il wireless non esiste… perché avresti forse voglia di parlare con qualcuno? Se ne avessi voglia il tuo telefono sarebbe acceso e avresti risposto a tutti quei messaggi e almeno a qualcuna di quelle telefonate… invece… Invece si può riprovare a spegnere la luce, a scambiare il cuscino di colpo troppo alto con un asciugamano, e a tentare di dormire. Peccato che con la luce spenta tornino tutti i fantasmi. Sembra di essere al cinema. Si spengono le luci e inizia il film… fotografie… parole… sorrisi ... baci … gente che balla … facce conosciute e sconosciute… poi ancora quella foto … decisioni prese senza pensare e decisioni rimandate per troppo pensare… le serate di tanti anni fa… il mio letto … la pioggia … il sole di Formentera… il muso della mia piccola, il calore del suo corpicino sempre attaccato al mio e il ricordo di come mi bastasse abbracciarla per spegnere tutto…. E adesso invece come si spegne porca puttana?