Riflessioni...
Non credo riuscirò a non essere banale...
Posso promettere di mettercela tutta ma l'impresa non è cosa da poco.
Sto per scrivere di persone che se ne vanno, che ti abbandonano all'improvviso, che volano via in qualche luogo più lontano del lontano.
Non sto parlando di storie d'amore che finiscono. Qui non serve piangere, inseguire, perdonare o chiedere perdono.
Qui non ci sono più numeri di telefono, indirizzi ne profili facebook... o meglio, quelli rimangono ma diventano la fotografia della disperazione di chi rimane.
Io ho perso un papà, tre amici, un collega e un osteopata... anche se ci sono andata due volte e mi ha fatto più la sua serenità che il potere magico delle sue mani.
Le "mie" morti sono state tutte improvvise, istantanee.
Quelle che lasciano chi rimane senza parole e senza fiato, come una pugnalata al cuore nel mezzo della notte.
Ultimamente la morte mi perseguita, ogni giorno qualcuno mi racconta qualcosa. Ogni giorno qualcosa mi parla di qualcuno, e mi ritrovo a fare cose stupide tipo spegnere la sigaretta e giurare di non fumare più, chiamare il dottore per delle analisi o chiamare un'amica per ufficializzare buoni propositi che poi non manterrò.
Prima di dormire penso a come sarà...
E chi lo può sapere, chi lo può raccontare?
Sarà di colpo il buio?
Sarà come in ghost che continui a girare intorno a chi ami cercando invano di toccarlo?
Non ho mai avuto paura di morire, ho sempre avuto più paura di non vivere abbastanza e così ho raddoppiato se non triplicato ogni anno di questa esistenza.
Mi volto indietro e ce l'ho fatta.
Mi volto indietro e mi maledico perchè nonostante questo ho perso tempo... tanto... troppo tempo.
Guardo avanti e giuro che non me lo permetterò più... e questa è la banalità che aspettavamo!