Artista
HRVY
Harvey Leigh Cantwell, nato nel Kent nel 1999, pubblica il primo singolo a quattordici anni e diventa un volto noto al pubblico britannico conducendo Friday Download su CBBC. Dopo il contratto con Virgin EMI e il passaggio a BMG arrivano i singoli che lo portano in classifica – «Personal», «Hasta Luego», «1 Day 2 Nights» – e nel 2020 il secondo posto a Strictly Come Dancing, con un 30 su 30 alla sesta settimana. Dal dicembre 2023 lavora da indipendente: «lie to me» apre l’EP Bliss, il primo progetto che dichiara di aver seguito per intero, dalla scrittura all’identità visiva.
Interpretazione del significato
Il brano nasce da una battuta. HRVY ha raccontato che l’idea è arrivata da una conversazione con un amico a Stoccolma, che gli chiese per scherzo di mentirgli e di dirgli quello che voleva sentire. È la chiave che toglie l’ambiguità al pezzo: lie to me non è la richiesta di chi non ha capito, ma di chi ha capito benissimo. «Parla di quel momento in cui sai la verità, ma una parte di te vuole ancora credere all’illusione», ha spiegato il cantante presentando il singolo.
Letto così, il ritornello smette di essere un rimprovero e diventa una trattativa: non «dimmi la verità» ma «tienimi ancora un po’ dentro la finzione». Le immagini del viaggio e del treno che attraversano il testo servono a questo, a rimandare l’arrivo. E la produzione va deliberatamente nella direzione opposta al contenuto: synth-pop up-tempo, percussioni elettroniche, un pezzo costruito per la radio mentre racconta una storia che chi canta sa già finita. Il contrasto non è una distrazione, è il modo in cui la canzone mette in scena la negazione di cui parla.
Scritto a Stoccolma con Hampus Lindvall (Zara Larsson, Martin Garrix) e Chelsea Balan (Dasha, Suki Waterhouse), è uscito il 10 aprile 2026 per Warrior Music: primo singolo solista in due anni e apripista dell’EP Bliss. HRVY presenta questa fase come quella in cui racconta la propria storia come non aveva mai fatto prima. Vale la pena notare dove finisce quell’onestà: la canzone più sincera che dice di aver scritto non confessa nulla, chiede all’altra persona di continuare a mentire. La verità, qui, è solo l’ammissione di preferire l’illusione.