GUARDAROBA IN AFFITTO

Pubblicato il 8 agosto 2018

Tra i servizi più di successo in questi ultimi tempi c’è Rent The Runway.

L’idea alla base è quella della sharing economy applicata però ai vestiti: invece di acquistare capi di abbigliamento per una particolare occasione con il rischio di non indossarli mai più, ecco che li si può affittare online e poi restituire. A seconda dell’abbonamento mensile si possono affittare capi per un certo periodo di tempo.

Un servizio che ha preso piede soprattutto tra il pubblico femminile. È stato ribattezzato la Netflix (o anche lo Spotify) dei vestiti perché, a seconda delle formule, prevede che il cliente paghi un abbonamento per poter ricevere a casa i capi disponibili.

Con 89 dollari al mese se ne possono tenere quattro per 30 giorni, mentre pagandone 159 non si hanno limiti di tempo, avendo libertà assoluta di crearsi il proprio guardaroba in affitto. È stata poi inserita anche la possibilità di affittare un singolo capo per 4 o 8 giorni a partire da 30 dollari. Ma il servizio è cresciuto così tanto da aver aperto anche cinque negozi fisici dove è possibile provare i vestiti prima di noleggiarli. Rent the Runway è nato come una scommessa, che al momento si può dire vinta: come indicano i ricavi degli abbonamenti che stanno aumentando.

A livello italiano un servizio simile è stato realizzato da Drexcode, una boutique online di abiti griffati.
In questo caso viene anche permesso di prenotare una prova in anticipo del capo a un costo aggiuntivo rispetto al noleggio.
Una delle tendenze che va per la maggiore è l’affitto di capi per le vacanze: una volta scelti vengono recapitati in uno o due giorni e dopo averli indossati sarà un altro corriere a portarli indietro.


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