DALLA SALA STAMPA DEL TEATRO ARISTON DI SANREMO: IL TERZO GIORNO
Pubblicato il 26 Febbraio 2026
Eccomi qui, anche oggi, a raccontarvi ciò che succede nella sala stampa del Teatro Ariston.
Tanti racconti, molte domande, risposte diverse! Ve ne propongo alcune.
Arisa si esprime, come se fosse seduta davanti ad amici di sempre. Parla di paure, di nuovi inizi, di progetti futuri. Nessuna distanza, nessun filtro.
Chiello, invece, fa l’opposto. Si rifiuta di parlare di sé. Dice che preferisce ascoltare ciò che gli altri vedono in lui. Un modo curioso — e forse molto moderno — di stare sulla scena.
J-Ax mescola vita privata e riflessione collettiva, dalla moglie americana agli italiani di oggi. E di noi dice: «Forse non per merito, forse per fortuna, ma il nostro essere un po’ reazionari, immobili, in questo momento storico ci sta un po’ salvando la pelle».
Renga invita a una cosa semplice ma difficilissima: caricarsi addosso il buio e decidere di attraversarlo per diventare la versione migliore di sé; in altre parole, guardare al peggio, assumersi le proprie responsabilità e cambiare.
Samuray Jay sorprende con una difesa dell’arte, che deve essere il più possibile libera. Senza etichette, senza gabbie.
Conclusione? Voci, personalità, prospettive abbastanza lontane tra loro.
La conferenza stampa di mercoledì conferma una cosa: la forza di noi italiani è quella di essere originali e poco conformi.
In fondo, i protagonisti del Festival riflettono proprio questo: un pezzo d’Italia, con tutte le sue sfumature.
Dal teatro Ariston è tutto, per ora. Un saluto da Luisa Maioli. Vi aspetto domani mattina, sempre alle 7.30.
Luisa Maioli
Ogni venerdì, dalla trasmissione “L’Ora dei Galli” condotta da Vincenzo Giuliana dal lunedì al venerdì dalle ore 6.00 alle ore 8.00.
Per commenti o proposte di nuove mete press@vivafm.it